Una drammatica vicenda di inganno e manipolazione ha scosso la tranquilla comunità di Gallipoli, in provincia di Lecce, lasciando una madre anziana profondamente traumatizzata e defraudata di un patrimonio considerevole.
L’accaduto, che si configura come un sofisticato schema di truffa telefonica, mette in luce la vulnerabilità delle persone più anziane, spesso bersaglio di malintenzionati capaci di sfruttare la loro fiducia e il desiderio di proteggere i propri cari.
L’inganno è iniziato con una telefonata apparentemente urgente e inquietante.
Un uomo, presentandosi come un funzionario di alto livello – un “commissario”, come egli stesso si è definito – ha tessuto una narrazione accuratamente costruita per instillare paura e disperazione nella madre.
La trama, abilmente orchestrata, insinuava il coinvolgimento della figlia in una questione legale di grave entità, dipingendo uno scenario che richiedeva un’azione immediata per evitare conseguenze devastanti.
La donna, presa alla sprovvista e sopraffatta dall’angoscia di poter vedere la figlia in difficoltà, ha ceduto alla pressione psicologica esercitata dall’uomo.
La sua paura, amplificata dalla credibilità che percepiva nella voce dell’interlocutore, l’ha portata a compiere un gesto irreversibile: la consegna di quarantamila euro in contanti.
A corroborare l’inganno, un complice si è presentato a domicilio, rafforzando l’illusione di un’emergenza reale e contribuendo a consolidare la fiducia della vittima.
Solo successivamente, quando la nebbia dell’urgenza si è diradata, la donna ha realizzato di essere caduta vittima di un elaborato stratagemma.
La presa di coscienza del raggiro ha innescato un profondo senso di smarrimento e frustrazione, spingendola a denunciare l’accaduto alle autorità competenti.
La Procura della Repubblica di Lecce ha prontamente avviato un’indagine volta a fare luce sulla dinamica dei fatti e a identificare i responsabili.
I Carabinieri, impegnati nella raccolta di elementi probatori, hanno acquisito immagini di videosorveglianza, nella speranza di individuare i due individui coinvolti nell’inganno.
Le indagini si concentrano ora sull’analisi dei tabulati telefonici e sull’esame dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, al fine di ricostruire il percorso dei truffatori e di ricostruire la filiera che ha reso possibile questa drammatica vicenda.
Questo episodio solleva interrogativi cruciali sulla necessità di rafforzare la prevenzione e la sensibilizzazione nei confronti delle persone anziane, spesso isolate e più suscettibili a questo genere di truffe.
È fondamentale educare a riconoscere i segnali di pericolo, a non fornire informazioni personali al telefono e a verificare l’identità di chi si presenta con urgenze o richieste di denaro, anche quando si presenta come un “commissario” o un altro funzionario di autorità.
La collaborazione tra forze dell’ordine, associazioni di volontariato e media è essenziale per creare una rete di protezione e offrire supporto alle vittime, contrastando così l’escalation di questi crimini che colpiscono il cuore delle famiglie.







