Il Palazzo Ducale di Martina Franca sarà il cuore pulsante di una celebrazione che guarda al passato e proietta lo sguardo verso il futuro.
Domenica 4 gennaio, alle ore 10:30, si terrà un convegno di rilevanza nazionale, promosso dall’Associazione nazionale allevatori del Cavallo delle Murge e dell’Asino di Martina Franca e sostenuto dal Comune, per commemorare il centenario di una razza equina profondamente radicata nel territorio pugliese: il Cavallo Murgese.
L’evento si configura non solo come un’occasione di festa, ma come un’opportunità imprescindibile per una riflessione articolata sul ruolo cruciale del Cavallo Murgese nella storia e nell’identità della Valle d’Itria.
Il convegno intende ripercorrere il complesso percorso di questa razza, un cammino segnato da sfide e resilienza, che ha visto gli allevatori locali assumere un ruolo di custodi e promotori attivi della sua sopravvivenza.
La narrazione storica si focalizzerà sulle conseguenze devastanti della Seconda Guerra Mondiale, che misero a dura prova l’intero settore equino, e sulla lungimiranza dei soci fondatori dell’associazione, i quali, con scelte precise ed eticamente responsabili, evitarono contaminazioni esterne, preservando l’integrità genetica del Cavallo Murgese e assicurandone la purezza di ceppo.
Si analizzeranno le strategie di selezione adottate, le difficoltà incontrate e il costante impegno profuso per mantenere alta la qualità della razza.
Il convegno non si limiterà ad una retrospettiva, ma affronterà con spirito propositivo le sfide del futuro.
Verranno presentate e discusse quattro proposte concrete per i prossimi cento anni del Cavallo Murgese, con un’attenzione particolare al ruolo delle istituzioni pubbliche nella valorizzazione delle razze autoctone, un tema cruciale per la salvaguardia del patrimonio genetico e culturale regionale.
Si esploreranno le potenzialità del turismo equestre e dello sport equino come strumenti di promozione della razza a livello nazionale e internazionale, con l’obiettivo di integrarla in modo sostenibile nel contesto contemporaneo.
Un momento particolarmente significativo sarà dedicato al riconoscimento ufficiale alle famiglie degli allevatori fondatori dell’associazione, un tributo sentito e doveroso nei confronti di coloro che, con passione e dedizione, hanno contribuito a preservare la continuità di un patrimonio unico, testimonianza tangibile del legame indissolubile tra l’uomo e la natura, tra la tradizione e l’innovazione.
Il riconoscimento rappresenta un sigillo di stima per la loro eredità e un incentivo per le future generazioni di allevatori.






