Tarantino, Call Center: Allarme Lavoro tra Precarietà e AI

La crescente incertezza sul futuro del comparto call center, con particolare riferimento alla crisi imminente legata al rinnovo dell’appalto Enel, sta generando un’onda di preoccupazione e mobilitazione tra i lavoratori di Taranto e in altre aree del Paese.

I sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl Telecomunicazioni hanno lanciato un allarme urgente, denunciando il rischio concreto di licenziamenti di massa, delocalizzazioni strategiche e l’introduzione pervasiva di tecnologie di intelligenza artificiale, che potrebbero rendere obsoleti interi profili professionali.
Il rendiconto sociale INPS di Taranto proietta un quadro allarmante: la fragilità socio-economica del territorio non può sopportare ulteriori perdite di posti di lavoro.
La situazione attuale, già segnata da difficoltà strutturali, rischia di precipitare in una spirale di disagio sociale se le aziende, spinte da logiche di ottimizzazione dei costi, decidessero di ridurre drasticamente il personale o di trasferire le attività in sedi più economiche.

La mobilitazione prevista per il 9 gennaio coinvolgerà centinaia di lavoratori impiegati presso aziende come Covisian, Network Contact e System House, realtà cruciali per l’economia locale.

L’intenzione di Enel, per il secondo anno di gara, di implementare soluzioni di intelligenza artificiale e di introdurre clausole che penalizzino la resistenza dei dipendenti alla delocalizzazione, è fonte di profonda inquietudine.

I sindacati sottolineano l’anomalia di una decisione che riguarda una società con una significativa partecipazione pubblica, avvertendo del rischio di un effetto domino negativo su altre realtà del settore.
L’introduzione massiccia di AI non è vista solamente come una minaccia all’occupazione, ma anche come un potenziale rischio per la sicurezza e la gestione dei dati sensibili, elementi cruciali in un settore che gestisce informazioni riservate.

La perdita di anche un solo lavoratore, in un contesto già complesso come quello tarantino, potrebbe avere conseguenze devastanti per l’intera comunità.
I rappresentanti sindacali invitano le istituzioni locali – sindaco, consiglieri comunali, parlamentari e consiglieri regionali – a partecipare attivamente alle assemblee e a prendere posizione a sostegno dei lavoratori, affinché si possa contrastare questa deriva e garantire un futuro dignitoso per il comparto call center e per l’intera comunità territoriale.
La questione non è solo economica, ma riguarda la salvaguardia di un tessuto sociale fragile e la difesa di diritti fondamentali.
La sfida è quella di coniugare innovazione tecnologica e tutela dell’occupazione, evitando scelte che compromettano il benessere collettivo.

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