L’incontro tra le rappresentanze sindacali e l’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, presso la base navale di San Vito a Taranto, ha rappresentato un momento cruciale per il futuro socio-economico del territorio ionico e brindisino.
Il confronto, descritto dalle organizzazioni sindacali come aperto e costruttivo, ha portato alla consegna di un documento dettagliato che delinea le problematiche strutturali e le urgenze impellenti per la tenuta industriale della regione.
La riflessione centrale ruota attorno alla fragilità di un sistema economico fortemente dipendente dalle attività navali e cantieristiche.
La Cisl Fp Taranto-Brindisi ha sottolineato l’impellente necessità di chiarezza e trasparenza in merito al piano industriale che dovrà guidare gli stabilimenti e l’Arsenale, auspicando la definizione di obiettivi concreti in termini di competenze, sviluppo tecnologico e sinergie con il tessuto industriale privato.
L’incertezza attuale rischia di compromettere la competitività del sistema e di favorire scenari di deindustrializzazione con gravi ripercussioni sull’occupazione e sul benessere della comunità.
Un elemento di particolare preoccupazione è l’eventualità che le strutture militari si svuotino progressivamente, trasformandosi in asset sottoutilizzati e privi della necessaria expertise, a beneficio esclusivo di interessi di settore.
Questo scenario, secondo i sindacati, alimenterebbe una dinamica distorsiva, in cui le logiche di profitto prevalgono sull’interesse collettivo e sulla creazione di valore per il territorio.
La discussione si è approfondita con un’analisi comparativa dei costi relativi alle attività svolte internamente (“in house”) rispetto a quelle esternalizzate.
L’obiettivo è dimostrare che il personale civile rappresenta una risorsa strategica, economicamente sostenibile e intrinsecamente legata al know-how locale, e pertanto va valorizzata e non liquidata.
La perdita di questa forza lavoro comporterebbe una perdita di competenze cruciali per la difesa e per l’industria nazionale.
La questione degli organici rappresenta un nodo cruciale.
L’ambizioso obiettivo della Cisl Fp Difesa di riportare gli organici civili a 30.000 unità non è solo una rivendicazione sindacale, ma una condizione imprescindibile per preservare l’occupazione e lo sviluppo del territorio.
La perdita di posti di lavoro, stimata in almeno 2.000 unità, sarebbe inaccettabile e verrebbe combattuta con ogni mezzo.
Al riguardo, si è sollecitato un’accelerazione dei processi di reclutamento, attraverso concorsi più efficienti, con l’utilizzo di banche dati aggiornate e l’offerta di un numero adeguato di posizioni.
La gestione degli organismi di protezione sociale, come Saint Bon e la Sezione Nautica, è stata oggetto di critica.
L’affidamento di tali servizi a privati, guidati da logiche di mero profitto, ha determinato una progressiva erosione dei diritti dei lavoratori, compromettendo la qualità e l’accessibilità dei servizi stessi.
L’incontro si è concluso con la conferma dell’impegno della Cisl Fp Taranto-Brindisi a proseguire la mobilitazione, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori e di promuovere uno sviluppo industriale sostenibile e inclusivo per il territorio ionico e brindisino, ponendo al centro il benessere della comunità e la difesa del patrimonio di competenze e conoscenze che contraddistinguono la realtà navale e cantieristica locale.






