La tragica scomparsa di Claudio Salamida, 47 anni, operatore specializzato, ha scatenato un’azione cautelare da parte della Procura della Repubblica di Taranto, che ha disposto il sequestro senza facoltà d’uso di una porzione cruciale dell’acciaieria 2, precisamente l’area del convertitore 3.
Questo provvedimento, immediato e necessario, mira a preservare l’integrità della scena e a consentire un’indagine approfondita sulle dinamiche che hanno condotto alla fatale caduta dall’altezza di oltre dieci metri.
L’evento, che ha visto l’operatore precipitare dal quinto piano al quarto rialzato, ha generato un’onda di sgomento che si propaga oltre i confini del sito industriale, sollevando interrogativi urgenti sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e sulla responsabilità delle procedure.
La Procura, guidata dalla sostituto Filomena Di Tursi, ha avviato immediatamente un’indagine complessa, acquisendo la documentazione relativa agli interventi di manutenzione straordinaria che hanno interessato il convertitore 3.
Questi lavori, protrattisi per diversi mesi, dal settembre 2023 al 5 gennaio 2024, avevano mirato a ripristinare la piena operatività dell’impianto, precedentemente sospeso.
Nonostante il ritorno alla produzione, l’acciaieria 2 era stata nuovamente fermata per ulteriori ottimizzazioni e regolazioni.
L’indagine si concentra ora sulla ricostruzione meticolosa della sequenza degli eventi che hanno preceduto l’incidente.
Un elemento chiave è la verifica delle attività svolte dalle diverse imprese esterne coinvolte nei lavori di manutenzione, la cui presenza ha introdotto ulteriori livelli di complessità nella catena di responsabilità.
Al momento, non sono state formulate accuse formali, ma l’emissione di atti di indagine più specifici è imminente.
Un aspetto particolarmente delicato è rappresentato dalla configurazione del piano di calpestio dal quale è avvenuta la caduta.
In luogo del tradizionale pavimento grigliato, era stata improvvisata una soluzione provvisoria con pedane in legno, appositamente installate per agevolare le operazioni di manutenzione.
L’inchiesta dovrà chiarire chi abbia autorizzato questa sostituzione, se le pedane sono state poi rimosse secondo le procedure previste, se erano in atto misure di sicurezza adeguate e se il cedimento sia stato causato da un difetto strutturale o da un evento accidentale.
Parallelamente, si sta valutando la condizione di isolamento in cui si trovava l’operatore Salamida, impegnato da solo in interventi sulle valvole, e se un potenziale scivolamento o un’improvvisa perdita di equilibrio, amplificata dalla pressione esercitata, abbiano contribuito alla tragedia.
L’autopsia, conferita ad un medico legale incaricato, fornirà elementi cruciali per determinare le cause precise del decesso.
La salma è tuttora presso l’obitorio dell’ospedale di Taranto, a disposizione degli inquirenti.
È importante sottolineare che il sequestro si limita all’area specifica del convertitore 3, consentendo all’acciaieria 2 di continuare le proprie attività produttive attraverso il convertitore 1, minimizzando così l’impatto economico sull’intera area industriale e preservando posti di lavoro, pur mantenendo alta l’attenzione sulle questioni di sicurezza e responsabilità.
La vicenda solleva interrogativi profondi sulla gestione della sicurezza nei contesti industriali complessi, esigendo una riflessione collettiva e un rafforzamento dei controlli per prevenire simili tragedie in futuro.

