Cgil Puglia: lavoro di qualità e welfare inclusivo per il futuro della regione

La Cgil Puglia ha delineato un ambizioso progetto per il futuro della regione, presentato ai candidati alla presidenza in un confronto a Bari, focalizzato su due assi portanti: la creazione di un’occupazione di qualità e il potenziamento di un welfare regionale inclusivo e sostenibile.

La segretaria generale Gigia Bucci ha esposto le proposte sindacali, auspicando un impegno concreto da parte dei futuri amministratori, pur nella constatazione dell’assenza di alcune forze politiche, come il candidato del centrodestra e quello dell’Alleanza Civica per la Puglia.
L’approccio della Cgil va oltre la semplice creazione di posti di lavoro, mirando a una trasformazione strutturale dell’economia pugliese.

Si propone, infatti, un ripensamento del ruolo delle imprese pubbliche, non più intese come entità marginali, bensì come motori di sviluppo industriale, capaci di stimolare l’innovazione e di catalizzare investimenti.

La filiera produttiva, elemento cruciale per la competitività regionale, necessita di un consolidamento e di un’integrazione più profonda, con un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese, spesso la spina dorsale dell’economia locale.
La legislazione regionale sui distretti industriali, ritenuta obsoleta, richiede una revisione radicale per rispondere alle sfide del mercato globale e promuovere la collaborazione tra imprese, istituzioni e centri di ricerca.
Allo stesso tempo, si riconosce l’importanza di coltivare nuovi settori, investendo nella ricerca e sviluppo e creando un ecosistema favorevole alla nascita di imprese tecnologicamente avanzate, capaci di generare occupazione qualificata e di attrarre talenti.
L’Agenzia per lo sviluppo industriale, un tempo strumento di programmazione, deve evolvere in un’agenzia di innovazione e di attrazione di capitali, in grado di supportare le imprese in tutte le fasi del loro ciclo di vita.

Il turismo, settore chiave per l’economia pugliese, non deve essere relegato a un mero generatore di posti di lavoro precari e stagionali.

La Cgil propone la creazione di un osservatorio dedicato al lavoro turistico, con l’obiettivo di monitorare le condizioni di lavoro, contrastare l’illegalità e promuovere la formazione professionale.

Un piano strategico per l’occupazione giovanile, con percorsi formativi personalizzati e incentivi per l’inserimento lavorativo, rappresenta un investimento nel futuro della regione.
Si sottolinea l’importanza di clausole sociali negli appalti pubblici, per garantire l’assunzione di lavoratori provenienti da categorie svantaggiate e per promuovere la parità di genere.
La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, un diritto fondamentale, deve essere oggetto di un impegno costante e di un rafforzamento dei controlli.
Si promuove, inoltre, un sistema di premialità per le aziende che rispettano il salario minimo, fissato in almeno 9 euro l’ora, un passo concreto verso una maggiore equità salariale.

Un osservatorio regionale sul lavoro in appalto è essenziale per contrastare l’evasione fiscale e lo sfruttamento del lavoro nero.
Le proposte della Cgil si estendono a settori cruciali come l’accesso alla casa, con politiche di sostegno all’affitto e alla costruzione di alloggi a prezzi accessibili, l’agricoltura, con il potenziamento delle pratiche sostenibili e la valorizzazione dei prodotti locali, l’istruzione, con l’aumento delle borse di studio regionali, e la sanità, con la riduzione delle liste di attesa e il miglioramento della qualità dei servizi.

L’obiettivo ultimo è la costruzione di una Puglia più equa, inclusiva e sostenibile, dove il lavoro di qualità e il benessere sociale siano i pilastri fondamentali dello sviluppo regionale.

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