L’auspicio di un’unità fraterna, che trascenda le denominazioni e le appartenenze confessionali, risuona con forza nel panorama ecclesiale italiano.
Monsignor Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha recentemente sottolineato, in occasione del primo Simposio delle Chiese Cristiane in Italia, l’urgenza e la bellezza di un cammino condiviso, fondato sulla fede, sulla speranza e sulla carità.
Questo appuntamento, che si terrà a Bari il 23 e il 24 gennaio, rappresenta un’occasione significativa per le comunità cristiane di diverse tradizioni – cattolica, anglicana, evangelica, ortodossa, protestante – per riflettere e agire insieme.
L’imperativo dell’unità non è un’opzione, ma un richiamo intrinseco alla natura stessa del cristianesimo.
Gesù, nel momento cruciale della sua Passione, ha pregato affinché i suoi discepoli fossero uno, riconoscendo che questa comunione è condizione essenziale per la credibilità del messaggio evangelico nel mondo.
L’unità non implica la cancellazione delle differenze teologiche o rituali, che possono arricchire il dibattito e la comprensione reciproca.
Piuttosto, invita a valorizzare queste diversità come espressioni differenti di un’unica fede, come sfumature di un’unica luce.
Il Simposio di Bari si propone di tracciare le linee guida per un percorso biennale di dialogo e collaborazione, sia all’interno delle singole comunità cristiane sia nelle relazioni reciproche.
Questo cammino non è finalizzato solamente all’interno del mondo ecclesiale, ma si proietta verso l’esterno, con l’ambizione di offrire un contributo significativo al bene comune.
La fede cristiana, infatti, possiede un potenziale trasformativo che può ispirare nuove forme di solidarietà, promuovere lo sviluppo integrale della persona e stimolare un rinnovamento profondo dei valori sociali.
I cento delegati provenienti da tutto il Paese che parteciperanno al Simposio, sono chiamati a individuare concrete modalità di azione, capaci di tradurre questo ideale di unità in progetti condivisi e iniziative comuni.
L’auspicio è che questo appuntamento possa segnare una tappa importante verso un’Italia più coesa, più giusta e più fraterna, dove le diverse espressioni del cristianesimo possano collaborare attivamente per il bene di tutti.
La sfida è ardua, ma la ricompensa – un’Italia illuminata dalla speranza e dalla carità – vale ogni sforzo.








