Un confronto serrato tra le due anime della politica pugliese si è delineato nel recente dibattito televisivo, con Antonio Decaro (centrosinistra) e Gigi Lobuono (centrodestra) chiamati a rispondere alle istanze di un elettorato pugliese in fermento.
L’incontro, moderato dal direttore e dal vicedirettore di Telenorba, ha messo a fuoco le divergenze programmatiche su temi cruciali per il futuro della regione, rivelando approcci profondamente diversi nella visione di sviluppo e gestione del territorio.
Il nodo cruciale è la governance regionale e il rapporto con le dinamiche nazionali.
Lobuono ha esplicitamente invocato l’intervento del governo Meloni, auspicando una convergenza politica che permetta un’azione amministrativa più coerente con le direttive nazionali.
La presenza della Premier, prevista per il 10 novembre, è stata presentata come un segnale di cambiamento e un’occasione per allineare le politiche regionali con quelle nazionali, non per ottenere favoritismi, bensì per condividere un linguaggio politico comune.
Decaro, al contrario, ha ribadito la sua autonomia, rifiutando l’idea di dipendere da supporti esterni e sottolineando la priorità di un rapporto diretto con i cittadini pugliesi.
Un approccio che, pur accogliendo la visita di figure nazionali, la pone come un atto di cortesia, non come una condizione necessaria per l’azione amministrativa.
Le urgenze che attendono l’amministrazione regionale nei primi cento giorni di mandato sono state identificate in maniera convergente: la drammatica situazione delle liste d’attesa in sanità e l’emergenza idrica cronica.
Quest’ultima, in particolare, ha visto i due candidati confrontarsi sulla questione della condotta di interconnessione con il Molise.
Decaro ha rimarcato la sua precedente richiesta di finanziamento ministeriale, sottolineando la natura nazionale del problema e l’importanza di un approccio integrato che superi i confini regionali.
Lobuono, invece, ha denunciato l’immobilismo pluriennale, evidenziando l’urgenza di interventi concreti per garantire la sopravvivenza stessa della regione.
La gestione del sistema sanitario, in particolare, ha acceso un dibattito acceso.
Mentre Lobuono ha puntato sull’incremento del personale medico, denunciando la presenza di strutture ospedaliere inaugurate ma inutilizzate, Decaro ha evidenziato la carenza di specialisti in medicina d’urgenza, problematica che, a suo avviso, richiede un intervento normativo a livello nazionale per rendere più attrattiva questa specializzazione.
Sul fronte delle prenotazioni, Decaro ha proposto il potenziamento del sistema di centralizzazione, mentre Lobuono ha suggerito la possibilità di annullare liberamente le prenotazioni non utilizzate.
Infine, il futuro dell’ex Ilva ha rappresentato un altro punto di frizione.
Pur condividendo l’obiettivo della decarbonizzazione, i due candidati si sono espressi con visioni contrastanti sul ruolo dello Stato.
Lobuono ha auspicato un disimpegno pubblico, sostenendo che lo Stato non dovrebbe operare come impresa, mentre Decaro ha espresso la necessità di una gestione statale, arrivando a parlare di nazionalizzazione.
Un contrasto che riflette due filosofie di governo diametralmente opposte, destinate a plasmare il futuro industriale e ambientale della Puglia.







