A chi nutre speranza, a chi la cerca, a chi l’ha smarrita e anela un nuovo inizio: a tutti voi, il mio pensiero si volge.
Ma non a coloro che si ergono a paladini di una fede profanata, dispensando giudizi severi e sordi al grido di chi soffre, dimenticando che l’essenza di ogni umanità trascende confini geografici e pregiudizi ancestrali.
Questo è il cuore di un augurio, un messaggio rivolto alla comunità, un pensiero per il futuro che ci attende.
Un futuro che, come regione e come nazione, ci richiede un impegno corale e un cambio di prospettiva.
Non si tratta di un brindisi indiscriminato, ma di una riflessione.
Un augurio rivolto a chi, quotidianamente, compie atti di responsabilità ambientale: chi sceglie la mobilità sostenibile, chi preserva le risorse idriche, chi pratica la differenziazione dei rifiuti, consapevole che ogni gesto, per quanto piccolo, incide sul destino del pianeta.
Non auguro bene a chi, cieco di negazionismo, ignora le evidenze scientifiche e prosegue nell’inquinamento, depredando il futuro delle nuove generazioni.
Non auguro bene a chi, speculando sulla precarietà, erode il valore del servizio pubblico, riducendolo a mero strumento di profitto.
Non auguro bene a chi, concependolo come avversario da eludere o sfruttare, mina le fondamenta della convivenza civile.
Il mio pensiero si rivolge a coloro che, con dignità e resilienza, affrontano le sfide economiche, difendendo con onore il proprio posto di lavoro.
A coloro che, rifiutando la sottomissione, rivendicano i propri diritti con argomentazioni solide e un confronto leale, anche quando aspro.
Non auguro bene a chi, nascosto dietro l’anonimato di profili fittizi, scatena l’odio con insulti e calunnie.
Auguro un anno fecondo a chi, con coraggio e impegno, si impegna a costruire un mondo più giusto e solidale.
Un mondo dove la compassione e l’inclusione superino l’indifferenza e l’esclusione.
Un mondo dove la verità e la conoscenza prevalgano sulla disinformazione e la propaganda.
Io mi impegno a fare la mia parte, con dedizione e senza compromessi, per una Puglia più prospera, equa e sostenibile.
Un’aspirazione che trascende l’interesse personale, proiettandosi verso il bene comune.
Se il 2026 non sarà un anno positivo per alcuni, significa che avremo osato sfidare il potere costituito, abbattendo le barriere dell’ingiustizia e dell’illegalità.
E allora, sì, potremo finalmente accogliere il nuovo anno con la certezza di aver costruito un futuro degno di essere vissuto.
Un futuro per la Puglia, per l’Italia e per il mondo intero.

