Basta con le tariffe Trump: il mercato azionario australiano subisce un duro colpo

Il mercato azionario australiano si presenta particolarmente scosso in seguito all’improvviso annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardante il nuovo sistema di dazi applicabili ai prodotti importati dagli Usa. Tra questi, le esportazioni dell’Australia saranno oggetto di una tariffa del 10%. La reazione è stata immediata: l’indice Asx200, che rappresenta i valori delle 200 più grandi aziende quotate nel Paese, ha subito un calo significativo appena pochi minuti dopo l’inizio della seduta. Non solo le azioni blue-chip australiane sono crollate, ma anche i settori dell’energia e dei servizi finanziari hanno visto una caduta di valore superiore al 2%. Tale reazione è stata evidente già fin dall’inizio della conferenza stampa del presidente Trump, durante la quale ha specificato che il Paese avrebbe subito delle sanzioni ai danni dell’industria della carne bovina australiana.In particolare, Trump ha accusato l’Australia di imporre restrizioni commerciali alla carne bovina statunitense, mentre continua ad esportare liberamente i propri prodotti negli Usa. La situazione è complessa e pericolante, poiché la carne bovina australiana rappresenta una quota significativa della domanda statunitense nel settore alimentare. Secondo l’analista agroalimentare di Anz Bank, Michael Whitehead, tale decisione del presidente Trump potrebbe non essere la mossa più efficace per proteggere gli interessi economici americani.La ragione risiederebbe nella possibilità che i dazi applicati alla carne bovina australiana siano assorbiti lungo la filiera produttiva, senza gravare in maniera significativa sul prezzo finale del prodotto. Inoltre, circa il 4,5% della carne bovina consumata negli Stati Uniti è di origine australiana e viene prevalentemente utilizzata nella produzione degli hamburger. Tali considerazioni hanno portato alcuni analisti a sostenere che la reazione del mercato azionario australiano potrebbe non essere così forte come si pensava inizialmente.Il primo ministro australiano, Anthony Albanese, ha espresso tuttavia preoccupazione per l’effettivo impatto delle sanzioni Usa sugli interessi economici del Paese. Egli è stato netto nel suo giudizio, sostenendo che l’iniziativa di Trump non si presenta come un gesto d’amicizia tra i due paesi.L’economia australiana appare già in difficoltà per effetto dell’impatto della pandemia da Covid-19 e di altri fattori internazionali. Le sanzioni statunitensi potrebbero aggravare la situazione, facendo riscontrare maggiore instabilità sul mercato azionario e compromettendo le prospettive di crescita economica del Paese.In questo contesto, il governo australiano è chiamato a operare con rapidità per mitigare gli effetti delle sanzioni Usa. La situazione richiede un approccio coordinato da parte dei politici e degli economisti per minimizzare l’impatto negativo di tali decisioni sull’economia e sulla società australiana.

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