La comunità di Biella è in stato di angoscia per Elsa Rubino, la giovane quindicenne coinvolta nel tragico incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, nella notte di Capodanno.
Il quadro clinico, comunicato dalla famiglia con un messaggio intriso di profondo dolore, descrive una situazione delicatissima: Elsa versa in prognosi riservata, un termine medico che sottolinea l’imprevedibilità dell’evoluzione delle sue condizioni e l’incertezza sulla sua ripresa.
L’auspicata possibilità di un trasferimento in Italia, precedentemente annunciata con ottimismo dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, si è scontrata con la realtà clinica.
Elsa non è trasportabile e, per garantire la continuità delle cure specialistiche, rimarrà sotto osservazione costante presso l’ospedale di Zurigo, dove è stata ricoverata in urgenza.
Il trasferimento, al momento, sarebbe un rischio inaccettabile.
La madre, Isabella Donatelli, e la zia Francesca, hanno condiviso con la stampa questi momenti di attesa sospesa, esprimendo la profonda gratitudine per il mare di affetto e vicinanza che ha travolto la famiglia da Biella.
Il pensiero di Elsa ha permeato la celebrazione religiosa nella cattedrale cittadina, con un momento di preghiera dedicato alla sua guarigione.
Anche l’ambiente scolastico, testimone della giovane vita di Elsa, ha voluto esprimere la sua solidarietà con un minuto di silenzio.
Questa tragedia, oltre al dolore personale della famiglia, ha generato un’onda di commozione collettiva, evidenziando come una giovane vita, piena di promesse, sia appesa a un filo.
La prognosi riservata rappresenta una sfida enorme, una battaglia silenziosa combattuta giorno e notte in un ospedale lontano, con la speranza, costante e fiduciosa, di poter presto accogliere Elsa tra i suoi cari a Biella.
La famiglia, pur nel profondo dolore, riconosce e apprezza la solidarietà ricevuta, un sostegno emotivo che alimenta la speranza e la forza di affrontare questo momento così difficile.







