Biella, in sella contro la droga: i Carabinieri a cavallo in azione

Nell’ambito di una strategia di contrasto allo spaccio di stupefacenti sempre più sofisticata e mirata, il territorio biellese sta sperimentando un approccio innovativo e dirompente: l’impiego dei Carabinieri a cavallo, provenienti dal 4° Reggimento di Roma.

Questa decisione, frutto di un’attenta valutazione strategica emersa durante la Riunione Tecnica di Coordinamento presso la Prefettura, risponde all’esigenza di affrontare una problematica radicata e particolarmente complessa, caratterizzata da una diffusa attività di spaccio operante in aree boschive estese e di difficile accessibilità con i mezzi tradizionali.

L’intervento, inizialmente sperimentale, ha visto quattro unità di Carabinieri a cavallo, con i loro equini appositamente addestrati per la perlustrazione in ambienti naturali impervi, impegnate in una serie di operazioni mirate.

Le zone prioritarie di intervento sono state la Baraggia, un’ampia pianura morenica caratterizzata da un paesaggio di rilevante interesse naturalistico e storico, la località Paruzza di Cossato, area di particolare sensibilità ambientale e la suggestiva area del guado di Gifflenga.
La squadra si è integrata in un dispositivo di controllo misto, composto da militari in uniforme e in abiti civili, per massimizzare la copertura del territorio e minimizzare il rischio di allarme preventivo da parte degli organizzatori delle attività illecite.

L’efficacia dell’azione si è manifestata in due aspetti cruciali: l’individuazione e lo smantellamento di numerosi bivacchi improvvisati, veri e propri avamposti utilizzati dagli spacciatori per la custodia e la distribuzione della merce, e l’effetto deterrente generato dalla presenza dei Carabinieri a cavallo.
Questi ultimi, grazie alla loro capacità di muoversi in modo agile e discreto, sono stati in grado di individuare tracce e indizi sfuggiti alle pattuglie tradizionali, interrompendo le rotte di approvvigionamento e contrastando efficacemente l’attività di spaccio.

La rimozione delle strutture abusive è stata affidata ai Comuni competenti, contribuendo a ripristinare la legalità e a tutelare l’ambiente.
L’osservazione dei Carabinieri ha evidenziato un significativo calo del traffico veicolare sospetto nelle aree pattugliate, un chiaro indicatore del dissuasivo generato dalla presenza dei militari a cavallo.
L’azione non si è limitata all’intervento diretto, ma ha contribuito a interrompere le dinamiche criminali e a creare un clima di maggiore sicurezza per la comunità.
Il Comando Provinciale dei Carabinieri assicura la continuità delle attività investigative e di monitoraggio, mantenendo inalterato l’approccio adottato negli ultimi due anni.
Parallelamente, si sta valutando l’opportunità di estendere e ripetere l’impiego dei Reparti a cavallo, integrando l’azione con ulteriori risorse e tecniche investigative.

L’esperienza maturata dimostra come un modello operativo che combina la tecnologia, la tradizione e la conoscenza del territorio possa rappresentare uno strumento efficace per contrastare la microcriminalità e tutelare la sicurezza pubblica, confermando il ruolo cruciale del patrimonio equestre delle Forze Armate nel complesso sistema di sicurezza nazionale.

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