Biella accoglie la Fiamma Olimpica: festa, entusiasmo e qualche ombra.

La Fiamma Olimpica, messaggera di pace e spirito sportivo, ha illuminato questa mattina Biella durante la sua attesa traversata verso Milano-Cortina 2026.
Un percorso di circa sei chilometri, iniziato alle 10:30 da via Ivrea, ha permesso alla città di accogliere il sacrosanto fuoco di Olimpia, che ha attraversato il cuore del centro storico.
Nonostante l’orario, scelto presumibilmente per ottimizzare la logistica, l’affluenza di pubblico è stata significativa, testimoniando la vivace attesa e l’entusiasmo del territorio.
Gruppi di studenti, usciti dalle scuole per l’occasione, hanno contribuito a creare un’atmosfera di festa, dimostrando come l’Olimpiade possa rappresentare un’occasione pedagogica importante per le nuove generazioni.

La cerimonia, al di là dell’aspetto puramente celebrativo, ha messo in luce un aspetto cruciale: il ruolo dei tedofori, i portatori della fiamma.

Questi, coaudiovori di un rito antico, incarnano i valori dell’Olimpiade, e la loro selezione, in teoria, dovrebbe riflettere la ricchezza e la diversità del tessuto sociale e sportivo italiano.
Tra i nomi che hanno onorato Biella, si sono distinti figure emblematiche come Gildo Zegna, imprenditore di successo e simbolo del made in Italy, e Pierfrancesco Corcione, dirigente sportivo di riferimento.
Tuttavia, l’evento non è stato esente da ombre.
L’assenza di olimpionici biellesi, atleti che hanno rappresentato con onore il territorio sui campi di gara internazionali, ha sollevato interrogativi e alimentato un diffuso disappunto.
Questa omissione, purtroppo, non è un’anomalia isolata, ma si inserisce in una serie di criticità già emerse in altre località italiane coinvolte nel percorso della Fiamma.
Si tratta di un errore di prospettiva che penalizza non solo gli atleti stessi, ma l’intera comunità, privandola di un’occasione preziosa per celebrare i propri eroi e rafforzare il legame con i valori olimpici.

L’episodio sottolinea la necessità di una maggiore attenzione da parte dell’organizzazione, affinché la selezione dei tedofori sia non solo rappresentativa, ma anche inclusiva e rispettosa della storia sportiva del territorio.

La Fiamma Olimpica è un patrimonio di tutti gli italiani, e la sua celebrazione dovrebbe coinvolgere attivamente chi ha contribuito a scrivere le pagine più gloriose dello sport nazionale.

Il percorso verso Milano-Cortina 2026 rappresenta un’opportunità per correggere tali errori e costruire un evento olimpico autenticamente radicato nel cuore del Paese.

La speranza è che questa occasione serva a rafforzare il legame tra lo sport, la comunità e i valori che l’Olimpiade rappresenta.

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