Addio Alessandro: un tributo musicale ad Anzola.

Un tributo vibrante, un’eco di vita che risuona tra le pareti del centro sociale di Anzola dell’Emilia: così si è configurato il commiato da Alessandro Ambrosio, il capotreno strappato alla vita il 5 gennaio, vittima di una violenza insensata.
Definito dal padre, Luigi, come una “festa laica”, l’evento, intitolato “Capod-Ambro”, ha visto convergere decine di persone, un mosaico di amici, parenti e colleghi, unite dal ricordo di un uomo profondamente legato alla musica.
L’atmosfera, intrisa di dolore e malinconia, si è progressivamente illuminata attraverso le note di quaranta brani diversi, un viaggio sonoro che ha tracciato il percorso emotivo e musicale di Alessandro.

Francesca Ballotta, la sua compagna, ha sottolineato come la musica fosse l’essenza stessa di Alessandro, l’elemento imprescindibile della sua esistenza.

L’iniziativa, nata come un modo per celebrare la sua memoria, si è rivelata un catalizzatore di emozioni condivise, un’occasione per ripercorrere i momenti significativi della sua vita attraverso la lente della sua passione più grande.
Dall’allestimento del palco improvvisato, un amico e compagno di band ha espresso la volontà di condividere un momento intimo e sentito, invitando il pubblico a partecipare attivamente al tributo.

Pur consapevoli che alcuni aspetti dell’evento avrebbero potuto apparire inusuali, hanno insistito sulla loro importanza identitaria per chi conosceva veramente Alessandro.

La presenza di fagioli e birra, elementi legati ai ritiri della band, non era casuale: la birra, vista come una versione “da musicista” dell’acqua, incarnava uno spirito di convivialità e dedizione, mentre i fagioli, un pasto imprescindibile per Alessandro, simboleggiavano la sua autenticità e i suoi gusti semplici.

Più che un semplice memoriale, l’evento si è voluto configurare come un’immersione nella personalità di Alessandro, un invito a celebrare la sua creatività, il suo gusto e il suo talento musicale.

Luigi Ambrosio e la madre, Elisa, insieme al sindaco Paolo Iovino, hanno partecipato alla cerimonia, testimoniando l’impatto profondo che la perdita di Alessandro ha avuto sulla comunità.
Le fotografie sorridenti del giovane, ritratto con la fidanzata e gli amici, adornavano il centro sociale, evocando un senso di perdita e di rimpianto.

Con un’emozione palpabile, l’amico ha sottolineato il desiderio di lasciare da parte le questioni politiche e i discorsi sulla giustizia e la sicurezza, non per mancanza di convinzioni, ma per evitare divisioni e favorire l’unità.

Francesca Ballotta ha concluso ricordando che l’intera iniziativa era nata dalla volontà di onorare la memoria di una persona amata profondamente, un gesto di affetto che testimoniava il legame indissolubile che Alessandro aveva creato con chi gli era vicino.
Il “Capod-Ambro” non è stata solo una commemorazione, ma una celebrazione della vita, dell’amicizia e della musica, un tributo a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nel cuore di chi lo ha conosciuto.

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