Il procedimento legale relativo all’arresto di un trentenne di origine maliana, privo di fissa dimora e con permesso di soggiorno per protezione internazionale recentemente scaduto, si è concluso con la convalida dell’arresto in flagranza di reato, ma con l’impossibilità di disporre, in attesa del processo, una misura cautelare come il divieto di dimora nel territorio comunale.
La decisione, assunta dal giudice Filippo Ricci, contrasta con la richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura, evidenziando una valutazione complessiva che non ha ritenuto sussistenti i presupposti per una restrizione della libertà personale in questa fase procedurale.
L’evento scatenante era legato a un episodio di alterco e resistenza agli agenti di polizia municipale, con il coinvolgimento di un intervento di supporto militare a causa della necessità di contenere l’uomo, il quale, secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale, aveva iniziato a proferire insulti e minacce nei confronti di alcuni passeggeri durante la fermata di un autobus.
L’escalation dell’alterco aveva portato gli agenti a ricorrere all’uso di spray urticante per sedare la situazione, a seguito di tentativi di aggressione ai danni degli operatori.
L’intervento, che ha richiesto il dispiegamento di un numero significativo di agenti municipali e l’intervento di personale militare, si è concluso con l’immobilizzazione dell’uomo a terra, un momento testimoniato da riprese video ampiamente diffuse.
Successive perquisizioni hanno rivelato il possesso di due coltelli e una modesta quantità di marijuana, elementi che hanno portato alla contestazione di ulteriori accuse in suo carico.
Il processo è stato rinviato al 26 marzo, durante il quale il difensore d’ufficio potrà presentare le proprie argomentazioni a favore del suo assistito.
L’episodio solleva interrogativi complessi relativi alla gestione della marginalità sociale, alla tutela della sicurezza pubblica e alla proporzionalità dell’uso della forza da parte delle forze dell’ordine.