L’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna introduce un sistema di bodycam per il personale, una risposta concreta all’incremento delle aggressioni verificatesi negli ultimi anni.
L’iniziativa, pionieristica nel contesto degli aeroporti italiani, si pone come elemento cruciale di un approccio stratificato alla sicurezza, volto a proteggere non solo i dipendenti, ma anche i passeggeri e le infrastrutture vitali per il traffico aereo.
I dati relativi alle aggressioni, che hanno mostrato un picco di 142 episodi nel 2024, evidenziano l’urgenza di misure preventive e deterrenti.
Il progetto, in una fase iniziale con sette dispositivi, prevede un’espansione a quaranta bodycam distribuite tra il personale a diretto contatto con il pubblico, aree tradizionalmente più esposte a situazioni di conflitto, come le zone di check-in e i gate di imbarco.
L’introduzione di questa tecnologia si inserisce in un percorso di evoluzione della sicurezza aeroportuale già avviato nel 2017 con l’installazione di un sistema di videocamere GPS e tele-allertamento, finalizzato a un intervento rapido delle forze dell’ordine.
Successivamente, nel 2022, è stato formalizzato un protocollo anti-aggressioni, frutto della collaborazione tra istituzioni locali, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e le organizzazioni sindacali, testimoniando un impegno condiviso nella tutela della sicurezza.
Le bodycam, integrate nelle divise del personale, opereranno in modalità stand-by, attivandosi solo in presenza di un rischio concreto per l’incolumità delle persone o per la salvaguardia delle infrastrutture.
Un aspetto fondamentale è la rigorosa protezione dei dati: le registrazioni audio-video saranno crittografate, conservate in strutture locali e accessibili esclusivamente a personale specificamente autorizzato, garantendo la riservatezza e la conformità alle normative sulla protezione dei dati personali.
Non vi sarà, quindi, una connessione diretta con le forze dell’ordine, ma un sistema di gestione interna dei dati.
“Questa è un’ulteriore evoluzione del nostro sistema di sicurezza, già robusto e costantemente monitorato,” ha dichiarato Nazzareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale dell’Aeroporto Marconi.
“Dotare il personale che opera in prima linea con uno strumento di monitoraggio in tempo reale permette di reagire prontamente a situazioni critiche e di rafforzare la protezione dei lavoratori, promuovendo attivamente un ambiente di lavoro sicuro e prevenendo comportamenti inaccettabili.
“L’incremento delle aggressioni ai lavoratori, un fenomeno particolarmente accentuato dopo la ripresa dai periodi di restrizioni pandemiche, ha reso questa iniziativa ancora più cruciale.
Il dato del 2025, pur indicando una lieve diminuzione rispetto al 2024, rimane significativamente alto, sottolineando la necessità di implementare strategie innovative per la sicurezza.
La sperimentazione delle bodycam rappresenta, dunque, un passo avanti significativo nella costruzione di un ambiente aeroportuale più sicuro e rispettoso, non solo per i lavoratori, ma per l’intera comunità aeroportuale.
L’iniziativa mira a disincentivare attivamente comportamenti aggressivi e a promuovere una cultura della sicurezza e del rispetto reciproco.

