BOLOGNA, 19 GEN – Una vicenda di profonda gravità sconvolge la comunità scolastica della Bassa Reggiana, sollevando interrogativi urgenti sulla sicurezza dei minori e sulla responsabilità degli adulti all’interno di ambienti educativi.
Un collaboratore scolastico di 28 anni è al centro di un’indagine che lo vede accusato di aver perpetrato, presumibilmente, una serie di abusi sessuali nei confronti di otto studentesse di età inferiore ai 14 anni.
Le accuse, formulate dalla Procura di Reggio Emilia, descrivono un quadro allarmante di manipolazione e coercizione.
L’uomo, approfittando della sua posizione di fiducia all’interno dell’istituto comprensivo, avrebbe costretto le giovani vittime a subire contatti fisici non consensuali, isolandole in aree dell’edificio scolastico, come l’aula magna o gli antibagni, luoghi che avrebbero dovuto rappresentare spazi di apprendimento e crescita, ma che, in questo caso, sono stati pervertiti e trasformati in scenari di abuso.
La gravità delle accuse ha portato il giudice per le indagini preliminari (GIP) a disporre, su richiesta della Procura, una sospensione immediata dal pubblico servizio per un anno, unitamente all’obbligo di dimora con limitazioni agli spostamenti serali.
Queste misure restrittive mirano a proteggere le vittime da ulteriori contatti con l’indagato e a garantire un’indagine approfondita e senza interferenze.
L’inchiesta ha preso avvio da una denuncia scaturita dalle confidenze rese dalle vittime a insegnanti dell’istituto.
La tempestività nell’intervento dei docenti, che hanno saputo riconoscere i segnali di disagio e hanno incoraggiato le studentesse a parlare, è cruciale per comprendere e affrontare situazioni di questo genere.
La vicenda evidenzia l’importanza di sistemi di segnalazione efficaci e di una cultura scolastica che promuova la fiducia e la protezione dei minori.
L’episodio solleva, inoltre, interrogativi fondamentali sulla necessità di rafforzare i controlli e la selezione del personale scolastico, prestando particolare attenzione alla loro idoneità psicologica e alla capacità di gestire relazioni con i minori.
Si rende urgente una riflessione a livello nazionale sul protocollo di sicurezza nelle scuole, con l’obiettivo di prevenire simili tragedie e di garantire un ambiente educativo sicuro e protettivo per tutti gli studenti.
L’attenzione ora è rivolta a fornire sostegno psicologico e legale alle vittime e a garantire che la giustizia faccia il suo corso, tutelando i diritti dei minori e assicurando all’indagato un processo equo.

