Un corteo di attivisti, stimato intorno alle sessanta persone, ha interrotto oggi i lavori del Consiglio comunale di Bologna, in una mobilitazione che ha visto la convergenza di diverse sigle sindacali, tra cui l’USB, e collettivi civici come “Cambiare rotta” e “Potere al popolo”.
Il percorso, partito dal cortile di Palazzo d’Accursio, ha visto il gruppo di manifestanti varcare le soglie del Comune, superando un primo cordone di sicurezza formato dalla polizia in assetto antisommossa.
L’azione, priva di scontri, ha permesso ai manifestanti di raggiungere l’aula consiliare, esprimendo pubblicamente le loro rivendicazioni.
Le istanze espresse durante la manifestazione delineano un quadro complesso di preoccupazioni cittadine.
Tra gli slogan più ripetuti, un acceso confronto con la figura del sindaco Matteo Lepore, accusato di posizionamenti politici percepiti come eccessivamente conservatori per la storia di Bologna, ha acceso il dibattito.
Al di là della critica istituzionale, il corteo ha formulato richieste concrete e mirate.
Una di queste è la rivendicazione di una maggiore partecipazione democratica, sottolineando il desiderio dei cittadini di essere attivamente coinvolti nelle decisioni che riguardano la città.
Un altro punto focale è rappresentato dalla richiesta di una politica estera più coesa e responsabile, espressa attraverso la rivendicazione di una città “libera da Israele”, un chiaro riferimento alle politiche governative israeliane.
Le istanze si sono poi estese all’economia locale, con la richiesta di disinvestimento da parte della città nei confronti di aziende multinazionali.
L’azienda farmaceutica Teva, con le sue implicazioni nel settore farmaceutico internazionale, e Alstom, leader nel settore della logistica e delle costruzioni, sono state individuate come obiettivi primari di questa azione.
La presenza di Tony Lapiccirella, attivista con esperienza internazionale, testimonia l’ambizione di una mobilitazione che guarda oltre i confini locali.
Lapiccirella, noto per la sua partecipazione alla Global Summut Flotilla, ha preannunciato un soggiorno a Bologna e un impegno a collaborare con i gruppi locali per sviluppare strategie di resistenza.
La mobilitazione si colloca in un contesto di crescente attivismo sociale, con appuntamenti futuri già programmati.
Il 28 novembre è previsto uno sciopero generale nazionale, a cui i manifestanti intendono partecipare attivamente.
Parallelamente, il 21 novembre è in programma un’azione di protesta mirata a interrompere la partita di Eurolega tra la Virtus di Bologna e il Maccabi Tel Aviv, un gesto simbolico volto a denunciare le implicazioni politiche ed economiche che si celano dietro gli eventi sportivi internazionali.
L’azione mira a rendere visibile il legame tra sport, economia e politica, e a sollecitare una riflessione più approfondita sui valori che la città intende promuovere.

