La comunità ecclesiale bolognese è profondamente scossa e si stringe con affetto e sgomento alla famiglia Tamburi, nel momento di angoscia vissuto a seguito della drammatica scomparsa del giovane Giovanni, coinvolto nell’incendio di Capodanno avvenuto in Svizzera.
L’Arcivescovo, Sua Eminenza Cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, eleva una fervente preghiera per la sua ritrovamento e per il conforto dei suoi cari, esprimendo la partecipazione del clero e dei fedeli.
Un dolore ancora più intenso avvolge Monsignor Stefano Ottani, parroco dei Santi Bartolomeo e Gaetano e figura di riferimento per Giovanni nella sua formazione religiosa, il quale si trova attualmente in Terra Santa per un pellegrinaggio dedicato alla Comunione e alla Pace.
La notizia, ricevuta durante questo momento di profonda riflessione spirituale, acuisce la sofferenza, amplificata dalla distanza geografica e dalla consapevolezza del profondo legame che univa il sacerdote e il giovane parrocchiano.
Da Gerusalemme, città simbolo della fede e della speranza, Monsignor Ottani si unisce nel preghiere con gli altri pellegrini bolognesi, condividendo il fardello della perdita e offrendo sostegno spirituale alla madre di Giovanni, testimonianza di una gioia genitoriale ora offuscata dalla tragedia.
Questo pellegrinaggio, concepito come un cammino di comunione e di ricerca della pace, si trasforma in un percorso di lutto e di intercessione.
La Terra Santa, luogo di redenzione e di perdono, diviene un altare di preghiera per Giovanni, affinché possa trovare conforto e speranza in questo momento di estrema difficoltà.
Il dolore per la perdita di un giovane, con tutto il potenziale e le promesse di una vita interrotta, ci invita a riflettere sulla fragilità dell’esistenza e sulla necessità di coltivare la solidarietà e la compassione.
Come segno concreto di vicinanza e di speranza, domenica alle ore 18, nella chiesa di Sant’Isaia a Bologna, si terrà un momento di preghiera animato da Don Vincenzo Passarelli, precedentemente insegnante di religione di Giovanni alle scuole superiori.
Questo gesto, voluto dalla comunità, rappresenta un’occasione per condividere il dolore, offrire conforto alla famiglia e sostenere la speranza del ritrovamento, elevando una preghiera fiduciosa per il ritorno a casa di Giovanni e per la consolazione dei suoi cari.
La preghiera, in questo momento, si fa voce di una comunità intera, che guarda al cielo con la speranza di un miracolo e con la certezza della presenza di Dio, consolatore di chi soffre.







