Bologna, una bici bianca per Ettore Pausini: appello alla sicurezza

Un gesto silenzioso, una ‘bici bianca’ posata con solennità in via degli Stradelli Guelfi a Bologna, a distanza di mesi dalla perdita di Ettore Pausini, figura amata e rispettata nella comunità.

Il 78enne, zio della celebre Laura Pausini, perse la vita il 2 novembre, vittima di un tragico sinistro mentre percorreva la strada in sella alla sua bicicletta.

La cerimonia, a cui hanno partecipato la figlia Sabrina, gli amici più cari e i membri dell’associazione Onconauti, di cui Pausini era diventato un fervente sostenitore dopo aver superato una grave malattia, ha rappresentato un momento di raccoglimento e una potente denuncia.
L’azione, orchestrata da diverse associazioni attive nella promozione della mobilità ciclabile sostenibile, va oltre il semplice cordoglio.

È un campanello d’allarme, un grido di allarme che solleva il velo sulla precarietà e sulla vulnerabilità di chi sceglie di muoversi in bicicletta in un contesto urbano spesso ostile e poco sicuro.
La quotidianità è costellata di comportamenti irresponsabili da parte di automobilisti che sorpassano in modo pericoloso, negano il diritto di precedenza e, troppo spesso, superano i limiti di velocità, mettendo a rischio l’incolumità dei ciclisti.

Gli attivisti rifiutano l’etichetta di “incidente” per descrivere questi eventi tragici, perché riconoscono che spesso sono il risultato di una deliberata violazione delle regole e di un’inadeguata progettazione delle infrastrutture stradali.
Si tratta di scelte, di omissioni, che contribuiscono a creare un ambiente in cui la sicurezza dei ciclisti è compromessa.
La retorica del “colpa” da attribuire alla vittima, purtroppo ancora troppo diffusa, non fa altro che depistare l’attenzione dalle vere cause del problema: la mancanza di rispetto delle regole, la velocità eccessiva e l’assenza di infrastrutture dedicate alla mobilità ciclabile.
Le richieste rivolte all’amministrazione comunale e alle istituzioni sono chiare e pressanti: un rafforzamento rigoroso del rispetto del codice della strada, un’intensificazione dei controlli, l’avvio di campagne di sensibilizzazione ed educazione rivolte a tutti gli utenti della strada.

Si invoca una rinnovata attenzione al progetto “Bologna 30”, un’iniziativa volta a limitare la velocità in città, che sembra essere stata, a detta degli attivisti, in qualche modo abbandonata.
Il silenzio dei controlli, la mancanza di campagne informative significative, la percezione di un’assenza di priorità per la sicurezza dei ciclisti alimentano un senso di frustrazione e di rabbia.

L’augurio, espresso con forza, è che questa ‘bici bianca’ non sia solo un simbolo di lutto, ma un catalizzatore di un cambiamento profondo, che porti a una città più sicura, più vivibile e più rispettosa della mobilità ciclabile.
La memoria di Ettore Pausini, e la sua eredità di impegno sociale e di resilienza, esigono un futuro in cui le strade di Bologna siano un luogo di incontro sicuro e non di pericolo.

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