Il 7 gennaio 2025 segnerà il ventennale di una ferita ancora aperta nel tessuto sociale emiliano: il disastro ferroviario della Bolognina di Crevalcore.
Un evento che, nel 2005, strappò alla vita 17 persone, tra cui i due macchinisti dei treni coinvolti, e lasciò decine di feriti, proiettando l’attenzione nazionale sulla sicurezza delle infrastrutture ferroviarie.
La commemorazione, che si terrà mercoledì mattina, comprenderà una funzione religiosa celebrata dal parroco don Francesco Scimè nella chiesa di Sammartini, seguita dalla deposizione di corone di fiori al cippo commemorativo e al nuovo memoriale, inaugurato un anno fa nel luogo esatto dell’impatto.
Alla cerimonia parteciperanno rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, tra cui l’assessora alla Mobilità, la consigliera metropolitana e il sindaco di Crevalcore, testimoni silenziosi di un impegno rinnovato.
La tragedia, consumatasi in condizioni di scarsa visibilità, alle 12:53, vide frontalmente impattare un interregionale in provenienza da Verona e un convoglio merci carico di profilati metallici, proveniente da Roma, su un tratto di binario unico della linea Bologna-Verona.
L’inchiesta giudiziaria, protrattasi per anni, individuò come causa primaria dell’incidente un errore umano: l’omissione, da parte di uno dei macchinisti, del rispetto di una luce rossa, con conseguente mancato arresto del treno.
L’assenza di un Sistema di Controllo della Marcia (SCMT), un dispositivo automatico progettato per prevenire tali violazioni dei segnali e arrestare automaticamente il treno in caso di mancato rispetto delle indicazioni, si rivelò fatale.
Il processo, conclusosi nel 2011 con l’assoluzione di dieci dirigenti delle Ferrovie, suscitò un ampio dibattito pubblico sulla responsabilità e sulla gestione della sicurezza ferroviaria.
La vicenda sollevò interrogativi cruciali sulla cultura della prevenzione, sulla formazione del personale e sull’adeguatezza delle infrastrutture, evidenziando le lacune in un sistema che, pur investendo in tecnologia, faticava a integrare un approccio olistico alla sicurezza.
Il tempo che passa non cancella il ricordo, ma evolve il paesaggio.
La vecchia linea ferroviaria, un tempo arteria di collegamento, è stata riconvertita in una ciclabile, la “Ciclovia del Sole”, a simboleggiare la trasformazione del lutto in opportunità, la rinascita attraverso la mobilità sostenibile.
Contestualmente, il tracciato della Bologna-Verona è stato raddoppiato, un intervento strutturale volto a migliorare la fluidità del traffico ferroviario e ad accrescere la sicurezza.
Il sindaco di Crevalcore, esprimendo il profondo cordoglio della comunità, sottolinea come l’anniversario rappresenti un momento di raccoglimento e di vicinanza ai familiari delle vittime.
Ma è anche un’occasione per riaffermare l’impegno costante verso la sicurezza nella mobilità, promuovendo un sistema intermodale che integri treno e bicicletta, valorizzando la sostenibilità ambientale e la qualità della vita.
La memoria del 2005 alimenta la speranza di un futuro in cui la prevenzione, l’innovazione tecnologica e la responsabilità condivisa si concretizzino in un sistema di trasporti più sicuro ed efficiente, capace di onorare la memoria di coloro che hanno perso la vita.

