Il 20 gennaio si aprirà un nuovo capitolo giudiziario in relazione alla tragica vicenda che ha visto protagonista Gabriela Trandafir, brutalmente assassinata il 13 ottobre 2022 a Cavazzona, Castelfranco Emilia (Modena), per mano del marito, Salvatore Montefusco, che è stato recentemente condannato in appello all’ergastolo, dopo una precedente sentenza a trent’anni.
Il procedimento riguarda un luogotenente dei Carabinieri, accusato di omissione di atti d’ufficio per non aver raccolto la denuncia presentata dalla stessa Gabriela Trandafir, un anno prima del suo tragico destino.
La decisione del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) Barbara Malavasi di accogliere la richiesta del militare imputato, difeso dall’avvocato Cosimo Zaccaria, ha portato a una deroga al rito ordinario, con il passaggio diretto a giudizio.
Questo percorso processuale, bypassando l’udienza preliminare, sottolinea la delicatezza e la gravità delle accuse mosse al Carabiniere, che dovrà rispondere non solo per il mancato adempimento del dovere di accertamento della denuncia, ma anche per la dilazione dei tempi di indagine successivi alla presentazione della stessa, sollevando interrogativi sulla corretta gestione di una situazione potenzialmente esplosiva.
L’assenza di una querela presentata dalla famiglia Trandafir contrasta con l’iniziativa della Procura a procedere, dimostrando come l’azione legale sia stata intrapresa esclusivamente d’ufficio.
L’avvocato Barbara Iannuccelli, legale dei parenti delle vittime, pur condividendo gli obiettivi della Procura, ha sottolineato che la famiglia non ha intrapreso alcuna azione diretta, ricevendo una notifica di citazione in qualità di persone offese.
Questo aspetto evidenzia una profonda riflessione sul ruolo dell’autorità giudiziaria nella tutela della sicurezza e nella risposta a potenziali pericoli, anche in assenza di una specifica richiesta formale.
La vicenda si configura come un caso emblematico che interroga la responsabilità istituzionale, la tempestività dell’azione giudiziaria e la protezione delle vittime di violenza domestica, sollevando questioni cruciali per il sistema di giustizia penale.







