A Crevalcore, nel ventunesimo anniversario della tragica strage che il 7 gennaio 2005 sconvolse la comunità emiliana, una cerimonia solenne ha fuso il ricordo di due eventi distinti ma profondamente interconnessi: la memoria delle 17 vittime dello scontro tra l’interregionale e il treno merci nella nebbia, e il più recente lutto per Alessandro Ambrosio, il capotreno assassinato a Bologna.
La messa nella chiesa di Sammartini ha rappresentato un momento di raccoglimento per i familiari delle vittime, i soccorritori e i cittadini, un’occasione per onorare coloro che persero la vita e per riflettere sulla fragilità umana e sulle conseguenze devastanti di un errore, di una mancata prevenzione, di un destino ineluttabile.
La presenza di un frammento originale di treno, inglobato nel memoriale eretto nel luogo dell’impatto, ha offerto un tangibile collegamento con quel giorno fatale, un simbolo doloroso ma necessario per mantenere viva la memoria.
Il sindaco Marco Martelli ha sottolineato come l’uccisione del capotreno, pur con le sue specificità e le sue implicazioni criminali, vada contestualizzata nell’ambito più ampio degli incidenti sul lavoro, evidenziando la necessità di tutelare la sicurezza dei lavoratori, anche al di fuori dell’orario di servizio.
Questa riflessione si è arricchita del commento del consigliere regionale Francesco Critelli, il quale ha esortato ad evitare strumentalizzazioni politiche a favore di un’assunzione di responsabilità collettiva e di un impegno concreto per migliorare le condizioni di sicurezza nel settore ferroviario.
L’assessora regionale a Mobilità e Trasporti, Irene Priolo, presente a Bologna in segno di solidarietà e partecipazione al presidio sindacale in memoria di Ambrosio, ha ribadito l’importanza di non dimenticare la ferita aperta di Crevalcore e di trasformare il ricordo in azione.
La sicurezza ferroviaria, per la Regione, non è solo un investimento economico, ma un dovere morale nei confronti di chi viaggia, un impegno a garantire la protezione della vita umana.
Si tratta di un’attenzione che si estende sia all’infrastruttura, con un costante aggiornamento tecnologico, sia all’aspetto umano, con la formazione e la sensibilizzazione del personale.
La sovrapposizione del lutto per Alessandro Ambrosio alla commemorazione della strage di Crevalcore ha amplificato il senso di smarrimento e di dolore, ma anche l’urgenza di un cambiamento culturale e di un sistema di controlli più efficiente.
Il memoriale, nato dalle macerie e dalla ciclovia che ha sostituito il vecchio tracciato, rappresenta un monito permanente: trasformare la memoria in azione, non per dimenticare il passato, ma per costruire un futuro più sicuro per tutti.






