L’Emilia-Romagna si trova nuovamente a fronteggiare un’emergenza atmosferica, con l’Arpae che ha attivato l’allerta di livello rosso per i giorni 13 e 14 gennaio in quattro province: Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara.
Questa decisione, dettata da una combinazione di dati attuali e previsioni meteorologiche sfavorevoli, riflette la gravità della situazione qualitativa dell’aria e l’urgenza di interventi mirati a mitigare l’impatto sulla salute pubblica.
La decisione di innalzare l’allerta è motivata da superamenti delle soglie di concentrazione delle polveri sottili PM10, particolato finissimo particolarmente dannoso per l’apparato respiratorio e cardiovascolare.
La persistenza di condizioni meteorologiche stabili, caratterizzate da inversioni termiche, favorisce il ristagno degli inquinanti in prossimità del suolo, impedendone la dispersione.
L’inversione termica, fenomeno in cui l’aria più calda si sovrappone a quella più fredda, agisce come un coperchio, intrappolando gli inquinanti emessi dalle attività umane e naturali.
Il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR), strumento di gestione della qualità dell’aria adottato dalla Regione Emilia-Romagna, prevede una serie di misure contingenziali che vengono attivate in base al livello di allerta.
In questa fase, l’attenzione si concentra sulla riduzione delle emissioni derivanti dal traffico veicolare e dal riscaldamento domestico, considerate le principali fonti di inquinamento in questo periodo dell’anno.
Tra le misure emergenziali in vigore, spicca il divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5, una restrizione significativa volta a limitare l’immissione di particolato derivante dalla combustione di gasolio.
Oltre a questa misura, sono state imposte ulteriori limitazioni, tra cui il divieto di tenere il motore acceso durante la sosta, un accorgimento semplice ma efficace per ridurre le emissioni dirette.
Il Piano Aria prevede anche restrizioni sull’uso di biomasse legnose per il riscaldamento, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di composti organici volatili (VOC) e altri inquinanti atmosferici.
È importante sottolineare che questa restrizione si applica solo nei casi in cui l’utilizzo di biomasse rappresenti l’unica fonte di riscaldamento disponibile.
Ulteriori divieti riguardano qualsiasi forma di combustione all’aperto, come falò o barbecue, e lo spargimento di liquami zootecnici, pratica agricola che può contribuire significativamente all’inquinamento atmosferico.
La situazione evidenzia la necessità di un approccio integrato e di lungo termine per la gestione della qualità dell’aria, che coinvolga interventi strutturali per la riduzione delle emissioni a livello industriale, agricolo e civile, e la promozione di alternative sostenibili per il trasporto e il riscaldamento.
La sensibilizzazione della popolazione e l’adozione di comportamenti responsabili, come l’utilizzo del trasporto pubblico e la riduzione del consumo di energia, rappresentano elementi cruciali per migliorare la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini.

