L’Emilia-Romagna si conferma un pilastro imprescindibile per l’eccellenza agroalimentare italiana, con un valore complessivo che si attesta sui 37 miliardi di euro.
Un dato che trascende la mera dimensione economica, incarnando un modello di sviluppo territoriale profondamente radicato nella tradizione e proiettato verso l’innovazione.
Il contributo delle produzioni a Indicazione Geografica Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Tipica (IGP) rappresenta un capitolo cruciale, generando un fatturato di 3,9 miliardi di euro e consolidando la leadership regionale con ben 44 denominazioni, un primato nazionale che testimonia la ricchezza e la varietà del patrimonio agroalimentare locale.
I primi nove mesi del 2025 rivelano una dinamicità notevole: l’export della filiera agroalimentare ha superato i 10,2 miliardi di euro, con un incremento di quasi il 10% rispetto all’anno precedente.
Questa performance positiva sottolinea la capacità di resilienza delle imprese emiliano-romagnole, capaci di navigare in un contesto globale caratterizzato da crescenti protezionismi e instabilità geopolitiche.
Oltre 53.000 aziende agricole e agroalimentari costituiscono la spina dorsale di questo sistema produttivo, un tessuto connettivo che genera occupazione, sviluppo locale e promuove la valorizzazione del territorio.
L’importanza strategica dell’export agroalimentare regionale si riflette nella sua quota, prossima al 18%, del totale nazionale, un dato che conferma il ruolo di traino dell’Emilia-Romagna nell’economia del Paese.
Come sottolineato dall’Assessore Alessio Mammi, le Indicazioni Geografiche (IG) non sono semplicemente marchi di qualità, ma veri e propri strumenti di promozione del territorio, capaci di creare un legame emotivo tra i prodotti e i consumatori.
Rappresentano garanzie di autenticità, trasparenza e sicurezza alimentare, fattori sempre più determinanti nelle scelte dei consumatori moderni.
Per massimizzare l’impatto delle IG, la Regione sta intensificando le iniziative avviate a livello europeo.
Un elemento chiave è la proposta di un fondo straordinario da 1 miliardo di euro, destinato a sostenere la promozione e la tutela delle DOP e IGP a livello internazionale.
Questa misura, affiancata da un investimento di 25 milioni di euro nel biennio 2025-26 per le produzioni di qualità, mira a rafforzare la competitività delle filiere agroalimentari emiliano-romagnole, favorendo l’accesso a nuovi mercati e la creazione di valore aggiunto.
La difesa e la valorizzazione delle Indicazioni Geografiche rappresentano un impegno continuo, un’eredità preziosa tramandata da generazioni di imprenditori che hanno saputo coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità.
Le IG, universalmente associate a qualcosa di buono, sano e genuino, incarnano l’identità di un territorio e la passione di chi lo coltiva e lo trasforma, rappresentando un patrimonio immateriale da proteggere e promuovere con orgoglio e determinazione.
Il futuro dell’agroalimentare emiliano-romagnolo è strettamente legato alla capacità di comunicare efficacemente la storia, la qualità e i valori che si celano dietro ogni prodotto a Indicazione Geografica.








