L’Emilia-Romagna si distingue a livello nazionale come avanguardia nella trasformazione digitale della sanità, con un ecosistema del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) in rapida espansione e un impatto significativo sull’accesso alle cure e sull’efficienza del sistema.
I dati attuali, che superano i 4,3 milioni di fascicoli attivi e registrano un consenso alla consultazione virtualmente unanime, testimoniano un’adesione diffusa e un’apprezzamento tangibile da parte della popolazione.
Nel corso del 2024, si sono registrati quasi 68 milioni di accessi da parte dei cittadini, un dato che evidenzia una media mensile di circa 6,7 milioni e un coinvolgimento in costante crescita.
L’ampiezza dei documenti sanitari consultati, che ha superato i 72 milioni, sottolinea ulteriormente l’importanza del FSE come punto di riferimento centrale per l’informazione sanitaria personale.
Proiezioni per il primo trimestre del 2025 indicano che oltre due terzi della popolazione emiliano-romagnola avrà utilizzato il FSE, un valore che contrasta nettamente con la media nazionale, attualmente inferiore al 25%.
Questa leadership non si limita all’adozione da parte dei cittadini, ma si estende all’intera comunità professionale.
Un impressionante 92% degli utenti ha autorizzato i propri medici curanti ad accedere al fascicolo, un dato che riflette una fiducia reciproca e una collaborazione rafforzata.
Questa percentuale contrasta significativamente con la media nazionale, attestata a poco più del 50%.
L’adozione è pervasiva tra i medici di medicina generale e i pediatri (100% di accesso al sistema), e si attesta al 97% tra gli specialisti, superando di gran lunga il dato nazionale (72%).
Anche i farmacisti, grazie alla possibilità di consultare le prescrizioni dematerializzate, hanno integrato il FSE nel loro flusso di lavoro, generando oltre 19 milioni di accessi.
L’offerta di servizi digitali è in continua evoluzione.
Attualmente, 14 tipologie di documenti sanitari sono disponibili elettronicamente, rappresentando l’88% di quelle previste dalla normativa nazionale, una percentuale ben superiore alla media italiana (74%).
Questo avanzamento non è casuale, ma il risultato di una visione strategica che ha anticipato le sfide e le opportunità offerte dalla digitalizzazione.
L’assessore alle Politiche per la Salute ha sottolineato come l’Emilia-Romagna si configuri come un modello di eccellenza, grazie alla capacità di coniugare innovazione tecnologica e coinvolgimento attivo dei cittadini e dei professionisti.
Il futuro è già delineato: il cronoprogramma per il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 prevede un investimento complessivo di 39 milioni di euro, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Questo investimento sarà dedicato all’aggiornamento tecnologico delle infrastrutture esistenti e alla formazione continua del personale sanitario, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente i servizi offerti e migliorare l’esperienza utente, consolidando il ruolo dell’Emilia-Romagna come motore di innovazione nel sistema sanitario nazionale.
L’evoluzione del FSE non è solo un aggiornamento tecnologico, ma una profonda trasformazione culturale che ripone la centralità del paziente e promuove una sanità più accessibile, trasparente ed efficiente.







