Un caso giudiziario insolito, originatosi in provincia di Bologna, ha messo in luce come le complesse interazioni farmacologiche possano falsare i risultati dei test alcolemici, portando all’assoluzione di un automobilista inizialmente accusato di guida in stato di ebbrezza.
L’uomo, controllato dai carabinieri in un intervento notturno nella localitá di Ozzano Emilia, si trovava a confrontarsi con un tasso alcolemico superiore alla soglia di 1,6 grammi/litro, con conseguenti provvedimenti amministrativi come il ritiro della patente e il fermo del veicolo, oltre alla denuncia.
La svolta decisiva è stata fornita dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Savino Lupo e Roberta Zerbinati, che ha sollevato un elemento cruciale: l’imputato era affetto da una patologia ematologica pregressa che lo aveva sottoposto a un anno di chemioterapia intensiva e a un trapianto di staminali.
Il percorso terapeutico, tuttora in corso, prevedeva l’assunzione quotidiana di una complessa farmacoterapia, l’effetto collaterale di cui non si può prescindere.
La consulenza tossicologica peritale, presentata dalla difesa, ha fornito la chiave interpretativa dell’anomalia riscontrata.
I farmaci assunti, con le loro proprietà chimiche specifiche, hanno interferito con il delicato meccanismo di metabolizzazione dell’alcol, proprio quello che il fegato di solito svolge per depurarlo dall’organismo.
L’accumulo di etanolo, anziché essere eliminato, si è concentrato, alterando significativamente i risultati dell’etilometro.
Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), prendendo atto delle evidenze scientifiche e della complessità clinica del caso, ha accolto la richiesta di assoluzione avanzata sia dalla difesa che dalla Procura, che aveva precedentemente espresso parere favorevole.
La sentenza non solo ha sanato la posizione dell’imputato, ma ha anche sollevato importanti riflessioni sull’affidabilità dei test alcolemici in situazioni di patologia preesistente e terapia farmacologica.
La sentenza evidenzia la necessità di una valutazione più approfondita dei fattori esterni che possono influenzare i risultati, sottolineando come la scienza medica debba essere integrata nel processo di giustizia per garantire un giudizio equo e accurato.
L’episodio sottolinea, inoltre, come la profilassi farmacologica possa avere un impatto significativo sul metabolismo alcolico, rendendo i risultati dei test alcolmetrici potenzialmente inaffidabili e necessitando di una rigorosa contestualizzazione clinica.








