La voce spezzata, intrisa di un dolore profondo, ha interrotto la trasmissione televisiva “Zona Bianca”.
Carla Masiello, madre di Giovanni Tamburi, il giovane bolognese strappato alla vita nella tragedia di Crans-Montana, ha espresso la sua gratitudine, un fiume di emozioni che ha superato le barriere formali.
Non un semplice ringraziamento, ma un atto di riconoscimento per la vicinanza umana e spirituale ricevuta in un momento di devastazione.
Il pensiero della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha occupato un posto preminente nel suo discorso.
Più che una formalità istituzionale, l’incontro si è manifestato come un dialogo intimo, un legame empatico sancito da una condivisione di maternità.
“Come se fossi stata sua sorella,” ha sussurrato Carla Masiello, rivelando l’intensità di un sostegno che ha trascende il protocollo e si radica nella comprensione profonda del dolore materno.
La Presidente, con la voce rotta dal pianto, ha dimostrato non solo una partecipazione formale, ma una vera e propria sofferenza condivisa, un’umanità palpabile che ha toccato nel profondo il cuore della madre.
Il ringraziamento si è esteso anche al Cardinale Matteo Zuppi, figura di riferimento nella Chiesa italiana, simbolo di conforto e di vicinanza spirituale.
Il suo intervento, silenzioso e discreto, ha rappresentato un sostegno prezioso in un momento di smarrimento e di angoscia.
L’onorevole Lucia Borgonzoni, presente e attenta, ha contribuito a creare un cordone ombelicale di solidarietà attorno alla famiglia Tamburi.
Questa dimostrazione di affetto e di sostegno non è un fatto isolato, ma testimonia una capacità umana di trascendere le divisioni politiche e ideologiche per abbracciare il dolore altrui.
La tragedia di Crans-Montana ha risvegliato una sensibilità profonda, un bisogno di consolazione e di comprensione che ha trovato voce nel gesto umano e sincero di chi, con la propria esperienza di vita, ha saputo offrire una luce di speranza nel buio dell’afflizione.
L’esperienza di Carla Masiello, condivisa apertamente, diventa un monito per tutti: un invito a coltivare l’empatia e a tendere la mano a chi soffre, ricordando che la vera forza risiede nella condivisione del dolore e nella solidarietà umana.






