Kuznietsov, nuova udienza a Bologna: estradizione o immunità?

Giovedì 23 ottobre, alle ore 10:00, l’aula bunker del carcere Dozza di Bologna si appresta ad essere il palcoscenico di una nuova, cruciale tappa nel contenzioso legale che vede coinvolto Serhii Kuznietsov, ex ufficiale dell’esercito ucraino.

L’udienza, dinanzi alla Corte d’Appello bolognese, verte sulla richiesta di estradizione verso la Germania, dove Kuznietsov è accusato, in un procedimento internazionale di notevole complessità, di aver partecipato alla sabotazione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, evento che ha suscitato forti ripercussioni geopolitiche nel settembre 2022.
La giornata rappresenta una revisione del percorso giudiziario precedente, che ha visto la Corte di Cassazione, in una sentenza di rinvio, invalidare la precedente decisione della stessa Corte d’Appello che aveva disposto l’estradizione.

Tale annullamento si è basato su un punto cruciale sollevato dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Nicola Canestrini: una contestazione relativa alla corretta interpretazione giuridica delle accuse formulate nell’ambito del Mandato d’Arresto Europeo (MAE).
La difesa, in questa fase, si batterà per la massima trasparenza del procedimento, chiedendo che l’udienza si svolga a porte aperte.

Tale richiesta è motivata dalla necessità di garantire un controllo pubblico accurato e consapevole su una vicenda di rilevanza internazionale considerevole, che tocca temi di diritto penale, diritto internazionale, diritto umanitario e sovranità nazionale.

L’accesso all’aula sarà consentito previa presentazione di un documento d’identità valido, qualora la Corte accolga la richiesta di apertura al pubblico.
Il fulcro della difesa si concentrerà sulla ricostruzione del contesto fattuale e giuridico in cui si sarebbero verificati gli eventi.

Si richiamerà, in particolare, la vigenza dello stato di guerra in Ucraina, decretato a seguito dell’invasione russa, e la conseguente situazione di conflitto armato internazionale.

La tesi difensiva sosterrà che le azioni a cui Kuznietsov è accusato di aver partecipato, qualora confermate, andrebbero qualificate come atti di guerra, eseguiti su ordine superiore e, pertanto, potenzialmente coperti da immunità funzionale.

Questa argomentazione si fonda sull’interpretazione dell’articolo 10 della Costituzione Italiana, che tutela l’adempimento di un dovere d’ufficio, e sul diritto internazionale, che disciplina la responsabilità per atti commessi in tempo di guerra.

La difesa farà riferimento alla sentenza “Calipari” del 2008, emessa dalla Corte di Cassazione, che ha affrontato analoghe problematiche relative all’immunità funzionale in contesti di conflitto armato, stabilendo principi interpretativi che potrebbero rivelarsi decisivi nel caso di Kuznietsov.

L’udienza si preannuncia quindi un momento di cruciale importanza per delineare i confini tra giurisdizione nazionale e internazionale, e per valutare il peso del diritto umanitario in un contesto di profonda crisi geopolitica.

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