BOLOGNA, 5 gennaio – Un velo di profondo lutto si è abbassato sulla città di Bologna, sancito dalla proclamazione del lutto cittadino per mercoledì 7 gennaio, giorno dedicato ai funerali di Giovanni Tamburi, il giovane di sedici anni strappato alla vita nella tragica congiuntura del Capodanno crans-montanese.
La decisione del Sindaco Matteo Lepore riflette un sentimento collettivo di sgomento e dolore, un cordoglio che permea l’intera comunità e si manifesta con la bandiera comunale, esposta a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici, come simbolo tangibile di questo momento di lutto.
L’iniziativa trascende la mera formalità istituzionale: si configura come un gesto di partecipazione attiva al dolore della famiglia Tamburi e di sostegno ai suoi cari, travolti da una perdita improvvisa e incommensurabile.
Il Sindaco invita, con un appello sentito, a un’espressione di cordoglio diffusa, che possa assumere le forme ritenute più appropriate e significative per ciascuno, dalla partecipazione alle esequie al semplice pensiero di vicinanza.
Un minuto di silenzio, suggellato dalla solennità della celebrazione religiosa che si terrà alle ore 11 nella cattedrale di San Pietro, rappresenta un ulteriore atto di solidarietà e raccoglimento.
Non si tratta solo di un gesto di rispetto per la memoria di Giovanni, ma anche di un momento di riflessione più ampia, volto a interrogarsi sulle cause e sulle implicazioni di questa tragedia, che ha colpito nel segno una giovane vita.
Il Comune di Bologna ribadisce con forza la propria vicinanza ai familiari e a tutti coloro che hanno conosciuto e amato Giovanni, accogliendo e condividendo il cordoglio espresso da innumerevoli cittadini desiderosi di rendere omaggio al ragazzo e di offrire conforto ai suoi cari.
Il 7 gennaio non sarà solo una giornata di lutto, ma un’occasione per rafforzare il senso di comunità, per coltivare la memoria di Giovanni e per impegnarsi, insieme, affinché simili tragedie non si ripetano.
Le parole del Sindaco Lepore risuonano come un monito: ricordare Giovanni significa, anche, coltivare un futuro più sicuro e consapevole per i giovani.

