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Pensionato truffato online: 90.000 euro persi nell’illusione Bitcoin.

Un pensionato parmense, sessantenne, ha subito una sofisticata truffa online per un ammanco di 90.000 euro, una somma destinata, a suo dire, all’investimento in Bitcoin.

L’inganno, orchestrato con abilità manipolativa, ha portato all’identificazione e denuncia di un 47enne italiano, presunto artefice del raggiro.

Il modus operandi si è sviluppato attraverso un sito web apparentemente legittimo, focalizzato sulla gestione di criptovalute e presentatosi come un’opportunità per ottenere rendimenti elevati.

Un elemento chiave nella strategia di persuasione era la presunta presenza di un esperto di trading, figura che ha contribuito a infondere fiducia nella vittima.

L’anziano, attratto dalla promessa di guadagni facili, si è iscritto a un gruppo WhatsApp, un canale di comunicazione strategico utilizzato dagli organizzatori per simulare un ambiente di investimento dinamico e condiviso.
Queste “lezioni” virtuali, presentate come analisi dell’andamento dei mercati finanziari globali, miravano a creare un senso di appartenenza e a legittimare le successive richieste di investimento.

Inizialmente, il pensionato ha sperimentato una sensazione di successo, vedendo i suoi primi investimenti generare un guadagno del 20%.

Questa esperienza positiva ha rafforzato la sua fiducia nel sistema, spingendolo a iscriversi a una piattaforma di trading online e ad aumentare significativamente le somme investite in criptovalute.
Attraverso quattro bonifici, per un totale di 90.000 euro, i fondi sono stati trasferiti su conti bancari italiani e esteri, apparentemente gestiti dalla piattaforma di trading.

Il meccanismo di truffa si è poi concluso con un crollo improvviso dei valori, azzerando completamente il capitale investito e portando alla scomparsa dei presunti “investitori” e del presunto esperto, lasciando la vittima senza risorse e con un profondo senso di inganno.
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri, si è avvalsa delle informazioni fornite dalla vittima e dalle banche coinvolte, permettendo di risalire al 47enne.
Questo individuo, intestatario di un conto corrente nazionale, aveva ricevuto ingenti somme, pari a 20.000 euro, provenienti dai bonifici effettuati dalla vittima.

I militari hanno provveduto a sequestrare tale somma, in attesa di ulteriori sviluppi nell’indagine, che punta a ricostruire la rete di complici e a tracciare la destinazione finale dei fondi sottratti.

Il caso solleva interrogativi cruciali sulla crescente sofisticazione delle truffe online, sulla vulnerabilità dei meno esperti in ambito digitale e sull’importanza di una maggiore educazione finanziaria, soprattutto per le fasce di popolazione più anziane.
La vicenda evidenzia inoltre come la promessa di guadagni facili e veloci possa offuscare il giudizio, spingendo a decisioni finanziarie impulsive e potenzialmente disastrose.

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