BOLOGNA, 2 gennaio – Un’operazione complessa e su larga scala, condotta dalla Questura di Bologna, ha concluso un evento non autorizzato – un rave party di Capodanno – che ha visto la concentrazione di circa tremila partecipanti nell’area industriale dismessa della ex Stamoto.
L’iniziativa, iniziata il 31 dicembre, ha rappresentato una sfida significativa per le forze dell’ordine, che hanno dovuto gestire un accesso abusivo di persone provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero.
L’evento, caratterizzato da una violazione del territorio privato e da una completa assenza di autorizzazioni, ha visto l’arrivo di partecipanti su un nutrito numero di veicoli, tra cui automezzi attrezzati, camper e furgoni, caricati di tende, generi di prima necessità e attrezzature per la sopravvivenza prolungata.
La natura transitoria e “nomadica” dell’evento suggerisce una pianificazione accurata e una volontà di eludere i controlli.
Al termine dell’operazione, sono state identificate almeno 300 persone.
Le provenienze risultano ampie: la regione Emilia-Romagna, altre province del centro e nord Italia, e un flusso significativo di persone provenienti dalla Francia, Svizzera e Germania.
Questo dato evidenzia una dimensione internazionale dell’evento e solleva interrogativi sulla sua organizzazione e sulla sua capacità di attrarre partecipanti da aree geografiche così distanti.
Un elemento cruciale dell’indagine ha portato al sequestro di attrezzature elettriche e di amplificazione, vitali per la riproduzione musicale.
Un generatore portatile, risultatosi di proprietà di uno degli organizzatori – cittadino italiano con precedenti penali originario della provincia di Prato – è stato confisato e lo stesso è stato deferito all’autorità giudiziaria.
Questa figura, probabilmente parte di una rete più ampia, assume un ruolo chiave nell’ipotesi di un’organizzazione premeditata e strutturata.
Questa mattina, un sopralluogo con attività di bonifica delle aree coinvolte ha rilevato la presenza di una ventina di persone che hanno trascorso la notte all’interno dell’area, alloggiando in tende e camper.
Anche queste persone sono state identificate e allontanate.
Il ritrovamento di persone che hanno trascorso la notte sul posto suggerisce un intento di prolungare l’evento e di resistere alle attività di controllo.
La Questura ha annunciato l’invio di una segnalazione alla Procura della Repubblica per l’avvio di un’indagine più approfondita, che dovrà chiarire le dinamiche organizzative dell’evento, individuare tutti i responsabili e accertare eventuali reati connessi alla violazione del territorio, all’assenza di autorizzazioni, all’utilizzo di attrezzature rubate o manomesse e alla possibile attività di raggruppamento in associazione per finalità di natura illecita.
La Procura dovrà valutare la sussistenza di elementi per l’applicazione di misure restrittive nei confronti dei responsabili, tenendo conto della complessità e della potenziale pericolosità di eventi di questo tipo.

