Bollani in Musica per AIRC: un concerto per la ricerca sul cancro.

Sessant’anni di impegno incessante per la ricerca sul cancro: la Fondazione AIRC celebra un traguardo cruciale, culminando l’anno di festeggiamenti con un evento di straordinaria rilevanza.
Il 29 dicembre, l’Auditorium Mast di Bologna si trasforma in un palcoscenico di speranza, ospitando “La Musica si fa Ricerca”, un concerto unico con il maestro Stefano Bollani.

L’iniziativa, promossa dal Comitato Emilia-Romagna di AIRC, incrocia l’arte musicale con l’imperativo della ricerca, destinando i proventi a sostenere progetti vitali per la cura dei tumori pediatrici.

Per Stefano Bollani, la musica non è mera esecuzione, ma un laboratorio di idee, un terreno fertile per l’innovazione e la sperimentazione continua.

Questa filosofia si traduce in un impegno concreto: trasformare la bellezza e l’emozione musicale in un motore di speranza per i bambini e le famiglie che affrontano la sfida del cancro.
Andrea Segrè, Presidente del Comitato Emilia-Romagna, esprime profonda soddisfazione per questo evento conclusivo: “Siamo lieti di concludere l’anno con un appuntamento che fonde musica e ricerca, due forze potenti che insieme possono fare la differenza.
” La musica, in questo contesto, amplifica il messaggio di speranza e raccoglie fondi essenziali per finanziare la ricerca oncologica all’avanguardia.
L’impegno finanziario di AIRC è considerevole: nel solo anno precedente, sono stati sostenuti 673 progetti innovativi, 90 borse di studio per giovani ricercatori, e 8 programmi speciali mirati a superare le sfide più complesse.

L’impatto di AIRC sul territorio emiliano-romagnolo è tangibile.

Nel 2025, la Fondazione ha destinato oltre 5,5 milioni di euro a 53 progetti di ricerca e a due borse di studio, dimostrando un impegno costante e una volontà di investire nel futuro della cura.
Questo risultato ambizioso è il frutto di una collaborazione sinergica: l’iniziativa del Comitato regionale, l’impegno instancabile dei volontari e la generosità dei donatori.
La serata del 29 dicembre rappresenta, quindi, non solo un concerto di alta qualità, ma un atto di partecipazione attiva alla lotta contro il cancro, un’iniezione di energia creativa e un segno tangibile di solidarietà.

Un investimento nel progresso scientifico e, soprattutto, nella speranza di un futuro libero dalla malattia per le nuove generazioni.

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