Giancarlo Piretti, figura chiave del design italiano del XX secolo, si è spento a Bologna all’età di 85 anni, lasciando un’eredità di innovazione e funzionalità che ha profondamente influenzato il modo in cui viviamo gli spazi.
La notizia, diffusa dal Resto del Carlino, segna la perdita di un intellettuale e un artista capace di tradurre in oggetti concreti una filosofia del progetto radicata nell’osservazione attenta del quotidiano e nella ricerca di soluzioni intelligenti per l’abitare.
Nato nel 1940 a Bologna, città che ha contribuito a proiettare nel panorama internazionale grazie al suo lavoro, Piretti ha percorso un cammino formativo che lo ha visto confrontarsi con le discipline artistiche e l’insegnamento.
La sua esperienza all’Accademia di Belle Arti di Bologna, affiancata all’attività didattica presso l’Istituto Statale d’Arte, ha contribuito a delineare un approccio al design che privilegiava l’integrazione tra estetica, ergonomia e praticità.
Il suo sodalizio con Anonima Castelli, durato un significativo dodici anni, ha rappresentato un momento cruciale nella sua carriera, dando vita a collezioni di mobili destinati alla casa, all’ufficio e agli ambienti collettivi.
Oltre alla celeberrima sedia pieghevole Plia, oggetto di culto e presenza fissa nel MoMA di New York, la sedia Dsc 106 testimonia la sua capacità di interpretare le esigenze del mercato senza rinunciare a una ricerca stilistica originale.
La Plia, in particolare, non è solo un oggetto di design di successo commerciale; essa incarna una vera e propria rivoluzione nel concetto di mobile pieghevole.
La sua leggerezza, la sua compattezza e la sua facilità di trasporto hanno reso l’arredo accessibile a un vasto pubblico, democratizzando il design e superando le barriere sociali.
La sua essenzialità, apparentemente semplice, nasconde un’attenta analisi delle necessità dell’uomo moderno, sempre più in movimento e alla ricerca di soluzioni flessibili e adattabili.
La scomparsa di Piretti rappresenta una perdita significativa per Bologna, che lo ricorda con affetto e riconoscenza.
L’assessore alla Cultura, Daniele Del Pozzo, ha espresso il cordoglio del Comune, sottolineando come il lavoro e le creazioni di Piretti abbiano contribuito a promuovere l’immagine di Bologna nel mondo, elevandola a simbolo di creatività e innovazione.
I funerali, previsti domani nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, offriranno un’occasione per raccogliere il cordoglio della comunità e celebrare la memoria di un artista che ha saputo lasciare un segno indelebile nella storia del design italiano.
La sua eredità continuerà a ispirare le nuove generazioni di designer, testimoniando la forza del talento e la bellezza di un progetto che nasce dall’incontro tra forma, funzione e umanità.







