La mostra “Knock Knock Knock.
Guardiani di Ferro dalla collezione Cesati”, ospitata nel suggestivo Labirinto della Masone di Fontanellato, offre una rara opportunità di contemplare un universo dimenticato: i picchiotti da porta, o battenti, manufatti che testimoniano un’epoca in cui la sicurezza domestica era un rito, un’arte, un dialogo silenzioso tra uomo e ambiente.
Ben lontani dalle impersonalità dei moderni sistemi di allarme, questi oggetti di ferro forgiato, provenienti dalla prestigiosa collezione Cesati, ci conducono in un viaggio attraverso secoli di storia, arte e antropologia.
La collezione, curata con meticolosa attenzione da Maddalena Casalis ed Elisa Rizzardi, raccoglie sessantacinque pezzi unici realizzati tra il XIV e il XVIII secolo, un periodo cruciale per lo sviluppo dell’arte del ferro battuto.
Questi non sono semplici dispositivi di sicurezza, bensì vere e proprie sculture cinetiche, espressioni di una maestria tecnica che combina abilità artigianale e profonda simbologia.
L’alto livello qualitativo degli esemplari testimonia l’impegno della famiglia Cesati, collezionisti di fama europea, nella ricerca e selezione di questi straordinari testimoni del passato, opera iniziata negli anni Settanta.
L’eterogeneità formale dei picchiotti è sorprendente.
Dalle fiammeggianti fauci di draghi e serpenti, custodi di un’energia primordiale, alle possenti figure di leoni che simboleggiano coraggio e nobiltà, fino alle delicate protomi umane che evocano il volto del padrone di casa e le intricate decorazioni vegetali che richiamano la fertilità e la crescita.
Ogni dettaglio è curato con un’attenzione quasi ossessiva, rivelando la profonda connessione tra l’artista e il suo contesto culturale.
Questi battenti non si limitano a svolgere una funzione pratica; essi incarnano il *genius loci*, lo spirito protettivo che anima l’abitazione.
Si tratta di creature immaginarie, talvolta intrise di riferimenti a credenze antiche e precristiane, che fungono da baluardo contro le influenze negative e accolgono chi varca la soglia con un’aura di sacralità.
La loro presenza non è un semplice elemento decorativo, ma una dichiarazione di intenti, un messaggio di potere e protezione trasmesso a chiunque si trovi di fronte a quella porta.
L’origine geografica dei picchiotti è varia: Italia, Spagna, Francia, Austria e Germania, ognuna con le proprie peculiarità stilistiche e iconografiche, riflettono i diversi contesti culturali e le influenze artistiche che hanno plasmato la loro creazione.
Questa diversità arricchisce ulteriormente il valore della collezione, offrendo una panoramica completa dell’evoluzione dell’arte del ferro battuto in Europa.
La mostra, quindi, si configura non solo come un omaggio alla maestria artigianale, ma anche come un’occasione per riscoprire le radici culturali e simboliche di un’epoca in cui la soglia domestica rappresentava un confine tra il mondo privato e quello pubblico, un luogo sacro da proteggere e onorare.

