Marracash a Casalecchio: Marra Palazzi25, un concerto-rituale

Lunedì 1° dicembre, l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno ha registrato il tutto esaurito, siglando la seconda tappa del “Marra Palazzi25”, un tour nei palazzetti che rappresenta l’apice di un anno cruciale per Marracash.

Questo percorso di dieci date, che lo vedrà attraversare da Eboli a Torino, consolida la sua posizione di artista rivoluzionario, il primo rapper italiano a primeggiare con concerti negli stadi, un traguardo raggiunto con il precedente “Marra Stadi25”.
La traiettoria artistica di Fabio Bartolo Rizzo, meglio conosciuto come Marracash, quarantasei anni, è un mosaico di conquiste che trascendono la mera popolarità.
I suoi successi si misurano in un patrimonio discografico impressionante: 130 dischi di platino, 33 d’oro, un riconoscimento prestigioso come la Targa Tenco 2022 per “Noi, Loro, Gli Altri”, che ne ha consacrato la maturità artistica e la capacità di affrontare tematiche complesse con profondità e sensibilità.
La sua visione ha portato alla creazione del Marrageddon, il primo festival rap italiano, un evento seminale che ha ridefinito il panorama musicale nel settembre 2023 a Milano e Napoli, offrendo una piattaforma inedita per nuovi talenti e consolidando la scena rap nazionale.
Il “Marra Stadi25” aveva rappresentato un momento di rottura, ma il “Marra Palazzi25” si configura come un’evoluzione, un’immersione più intima nel mondo interiore dell’artista.

Lo spettacolo, un’esperienza scenica complessa e stratificata, esplora il dualismo tra Fabio e Marracash, figure che si erano precedentemente contrapposte, proponendo un racconto articolato in sei capitoli.
Questa narrazione si sviluppa attraverso i brani iconici che compongono la Trilogia: “Persona” (nove dischi di platino, 2019), “Noi, Loro, Gli Altri” (sette dischi di platino, 2021) ed “È Finita La Pace” (doppio disco di platino, 2024), ognuna delle quali rappresenta un capitolo cruciale nel percorso di crescita e trasformazione dell’artista.
La scaletta non si limita alla Trilogia, ma si arricchisce di incursioni in brani significativi del suo repertorio, tessendo una narrazione coerente e coinvolgente.
L’allestimento scenico amplifica ulteriormente l’impatto emotivo dello spettacolo: un corpo di ballo composto da dieci ballerini, una band live di quattro elementi e una serie di performer e personaggi scenici interagiscono sul palco, creando un’atmosfera dinamica e suggestiva.
Dominano la scena tre imponenti robot, alti dai tre ai sei metri, elementi visivi potenti che simboleggiano la forza, la tecnologia e la complessità dell’animo umano, contribuendo a creare un’esperienza immersiva e memorabile per il pubblico.
Lo spettacolo, dunque, non è solo un concerto, ma un vero e proprio rituale di passaggio, una riflessione profonda sull’identità, la società e il significato della pace.

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