Dialoghi Cromatici: Morandi e Adnan, una Risonanza SilenziosaIn vista dell’imminente Art City Bologna 2026, il Museo Morandi si appresta a inaugurare il 20 gennaio, alle ore 18, una mostra di eccezionale significato: “Etel Adnan e Giorgio Morandi.
Vibrazioni”, curata da Daniel Blanga Gubbay.
Questa esposizione, ambiziosa e originale, offre per la prima volta una comparazione diretta tra due figure artistiche di spicco, separate da decenni e da contesti culturali distinti, ma accomunate da una profonda sensibilità verso la luce, il tempo e la contemplazione.
L’idea alla base della mostra nasce da una riflessione del curatore sulla singolare affinità tra le opere dei due artisti.
Mentre Morandi, con la sua pittura silenziosa e introspettiva, sapeva catturare la fugacità del tempo e la mutevolezza della luce sugli oggetti quotidiani, Etel Adnan, attraverso la sua scrittura poetica e, successivamente, attraverso la sua pittura, ha esplorato la condizione umana con una voce intensa e vibrante.
Gubbay ha individuato nella “vibrazione” un elemento chiave per comprendere questo dialogo inatteso: non una vibrazione fisica o dinamica, ma una risonanza emotiva e cromatica che permea le opere di entrambi gli artisti, pur manifestandosi in modi differenti.
Morandi, con la sua maestria nel dosare i toni terrosi e i verdi opachi, creava un’atmosfera di sospensione e malinconia, quasi un invito alla pausa e alla riflessione.
Le sue nature morte, i suoi paesaggi bolognesi, i suoi studi sull’ambiente domestico, si rivelano finestre su un mondo interiore ricco di sfumature impercettibili.
Adnan, al contrario, ha approcciato la pittura con una libertà quasi rivoluzionaria, priva delle convenzioni accademiche, sperimentando accostamenti cromatici audaci e contrastanti.
L’uso della spatola, un gesto primordiale e diretto, ha permesso di creare campiture dense e materiche, piene di energia e vitalità.
La mostra presenterà un nucleo di dieci dipinti di Morandi, tra cui due suggestivi paesaggi che testimoniano la sua capacità di cogliere la bellezza discreta del territorio emiliano, e otto opere di Adnan, ognuna un’esplosione di colore e sentimento.
Il tema della montagna, ricorrente nella poetica e nella pittura di Adnan, assume un significato quasi trascendente: è la “teacher of presence”, l’immagine di una forza primordiale capace di assorbire il mutare del tempo e della luce.
L’allestimento, concepito con una palette di colori caldi e mediterranei, intende creare un ambiente immersivo che amplifichi la vibrazione cromatica di Adnan e, per contrasto, riveli nuove tonalità e profondità nel lavoro di Morandi.
Più che una semplice esposizione, “Vibrazioni” è un invito a riscoprire il valore della contemplazione in un mondo frenetico, a rallentare il ritmo e a prestare attenzione alla realtà che ci circonda, a ritrovare la capacità di essere testimoni della bellezza silenziosa che ancora ci circonda.
Un omaggio all’arte come strumento di conoscenza e di connessione con il mondo.

