Portici di Bologna: Torre Garisenda inclusa, un’estensione storica.

BOLOGNA, 20 gennaio – Una ridefinizione ambiziosa del perimetro del sito UNESCO “Portici di Bologna” è in fase di progettazione, con l’obiettivo di elevare la narrazione del patrimonio bolognese a una dimensione più ampia e integrata.

Il fulcro di questa evoluzione è l’inclusione della Torre Garisenda all’interno del perimetro protetto, un atto che mira a riconnettere profondamente un simbolo iconico della città al suo contesto storico-culturale e paesaggistico.

La proposta, recentemente approvata dalla Giunta comunale, sarà sottoposta al vaglio del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO a Busan, in Corea del Sud, nel luglio 2026.

L’iscrizione dei Portici di Bologna nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2021 ha rappresentato un traguardo significativo, riconoscendo la loro eccezionale universalità.
Inizialmente, la definizione del sito comprendeva dodici componenti distinte, un approccio che, sebbene accurato, rischiava di frammentare la complessità del sistema porticato.
La revisione proposta, quindi, mira a semplificare la struttura, riducendola a dieci elementi chiave, attraverso un’unificazione strategica che raggruppa la Torre Garisenda e la Torre degli Asinelli nel complesso delle Due Torri, integrando anche i portici di Piazza Santo Stefano, Piazza della Mercanzia e Strada Maggiore.
Questa scelta non è solo una questione di gestione del patrimonio, ma una dichiarazione d’intenti: sottolineare la connessione intrinseca tra le torri pendenti, espressioni peculiari dell’architettura medievale bolognese, e l’infrastruttura porticata che definisce l’identità urbana.
La revisione estende inoltre la visione oltre i confini amministrativi comunali, un evento inedito per un sito UNESCO italiano.
L’annessione dei percorsi devozionali della Certosa e di San Luca, legati dall’Arco del Meloncello, crea un continuum paesaggistico che si estende fino a Casalecchio di Reno, abbracciando un territorio più ampio e significativo.

Questa scelta riflette una comprensione evoluta del patrimonio culturale, che non si limita a confini fisici ma si estende all’interazione con l’ambiente circostante e alle sue dinamiche storiche.
L’espansione delle aree di protezione non si limita all’ampliamento dei confini territoriali.
Vengono inclusi elementi cruciali per comprendere il contesto storico e sociale dei portici, come isolati residenziali, chiese storiche e infrastrutture legate alla viabilità medievale e rinascimentale.
La protezione si estende al corso del fiume Reno, che ha plasmato lo sviluppo della città, a ville storiche come Villa Spada e Villa Benni, testimonianze dell’architettura nobiliare, e ai Giardini Margherita, un’oasi verde nel cuore urbano.

Come sottolinea l’assessora Anna Lisa Boni, questa non è semplicemente una revisione tecnica imposta dall’UNESCO, ma una vera e propria riaffermazione dell’identità bolognese.

L’estensione del perimetro dimostra che i Portici non sono un elemento isolato, ma un organismo vivente in simbiosi con l’ambiente circostante, un sistema complesso di relazioni tra architettura, paesaggio, storia e comunità.

La decisione di includere la Torre Garisenda, in particolare, rappresenta un atto simbolico di riscatto e valorizzazione di un monumento che, pur nella sua fragilità strutturale, continua a incarnare l’ingegno e la resilienza della città.
Si tratta di un’occasione per rileggere la storia di Bologna, non solo attraverso i suoi monumenti, ma attraverso il paesaggio che li circonda e le persone che li hanno creati e custoditi.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap