Quasi Barocco: un dialogo tra Barocco e modernità.

Un’esperienza musicale che sfida le convenzioni, un dialogo tra epoche e generi che si intrecciano in un affresco sonoro vibrante: è “Quasi Barocco”, concerto classical crossover che offre una prospettiva inedita sul patrimonio musicale occidentale.
Il 17 dicembre a Ravenna, all’Auditorium di San Romualdo, e il 20 dicembre a Faenza, al Teatro Masini, un ensemble di talenti si propone di esplorare le affinità sorprendenti tra la ricchezza melodica del Barocco e le sonorità contemporanee, inaugurando un percorso di reinterpretazione che si estende oltre i confini tradizionali.
L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, guidata da direttori emergenti, fa da collante a questo affascinante progetto, accogliendo le influenze del sassofonista Marco Albonetti, artefice di trascrizioni originali, e del violista Danny Seidenberg, figura di spicco nel panorama del jazz e della musica da camera, noto per la sua lunga militanza nel celebre Turtle Island Quartet.
La collaborazione, nata dal vivo, si consolida in studio, con l’incisione per l’etichetta Chandos Records, un ulteriore passo in questa avventura musicale.

Il programma non è una semplice successione di brani, ma un labirinto sonoro, un gioco di echi e rimandi.
Si apre con il Concerto per oboe in do minore di Alessandro Marcello, sublimato dalla rielaborazione di Albonetti per sax soprano e archi, per poi immergersi nell’atmosfera suggestiva dell’Adagio di Ennio Morricone, tratto dalla colonna sonora del film “Anonimo Veneziano”, un esempio emblematico di come la musica classica possa ispirare la settima arte.
Il genio di Antonio Vivaldi, figura chiave del Barocco veneziano, funge da punto di convergenza.
Morricone, nella sua colonna sonora per “Revolver”, ne coglie l’essenza, creando un brano che ne richiama lo stile inconfondibile.

Danny Seidenberg, con la prima assoluta di “Winter Variations from Vivaldi’s Four Seasons”, attinge alle Quattro Stagioni, rileggendole attraverso il filtro del jazz e delle sonorità contemporanee, mentre Daniele Di Bonaventura rende omaggio al compositore, soprannominato “Il Prete Rosso”, con un Preludio d’inverno evocativo.

Il viaggio si fa più profondo, con un omaggio a Johann Sebastian Bach, figura monumentale del periodo barocco.

Morricone, nel suo celebre brano “Il clan dei siciliani”, inserisce una citazione cifrata, inscrivendo nel tessuto musicale il nome del compositore tedesco (B-A-C-H).

Il Doppio concerto BWV 1060R, un’opera di straordinaria bellezza, viene reinterpretato in una trascrizione originale di Albonetti e Seidenberg, mentre Heitor Villa-Lobos introduce un tocco di colore e sensualità brasiliana con le Bachianas Brasileiras N. 5, una fusione affascinante tra la forma bachiana e le ritmiche del samba.

La conclusione è affidata a “Fuga y Misterio” di Astor Piazzolla, un capolavoro del tango che riprende la forma della fuga bachiana, confermando l’unità profonda e universale della musica, capace di trascendere i confini temporali e geografici.
“Quasi Barocco” non è solo un concerto, ma un’esperienza emotiva intensa, un invito a scoprire nuove prospettive sulla musica e a lasciarsi trasportare dalla sua magia.

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