BOLOGNA, 9 OTTOBRE – La complessa vicenda del restauro della Torre Garisenda, simbolo iconico di Bologna e patrimonio culturale nazionale, si trova ad affrontare un’inattesa fase di revisione.
I tempi previsti per l’intervento di consolidamento e riqualificazione, inizialmente calibrati in linea con le stringenti tempistiche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), devono ora riconsiderare un quadro tecnico-scientifico mutato in seguito alla rilevazione di movimenti anomali nella struttura.
Un’équipe multidisciplinare, composta da esperti del Comune e del Ministero della Cultura, ha recentemente finalizzato una nuova valutazione del rischio, evidenziando una dinamica di assestamento della torre che richiede un approccio più prudente e metodico.
Questi movimenti, potenzialmente collegati agli interventi strutturali precedentemente eseguiti, impongono una pausa riflessiva e una rielaborazione del piano di lavori.
La sfida principale risiede nella necessità di conciliare l’urgenza di preservare un bene di tale rilevanza con la complessità di operare su un edificio antico e fragile, soggetto a inneschi geologici e a un’evoluzione strutturale imprevedibile.
La rigidità delle scadenze PNRR, concepite per accelerare progetti di rinnovamento urbano e infrastrutturale, si scontra con l’imperativo di garantire la sicurezza e l’efficacia dell’intervento sulla Garisenda.
Il Comune di Bologna, in collaborazione con il Ministero, sta avviando un approfondimento tecnico volto a comprendere appieno le cause dei movimenti riscontrati e a definire le strategie più adatte per fronteggiarli.
Questo include analisi geotecniche, monitoraggi strumentali avanzati e modellazioni strutturali sofisticate.
L’amministrazione comunale ribadisce l’impegno a perseguire l’obiettivo del restauro con la massima cautela, con la consapevolezza che la salvaguardia del patrimonio storico-artistico prevale su qualsiasi vincolo temporale o finanziario.
In caso di necessità, si è disposta a rivedere il progetto originario, modificandone le modalità di esecuzione e i materiali impiegati, privilegiando soluzioni innovative e reversibili.
La potenziale necessità di rimodulare l’utilizzo dei fondi PNRR, con l’eventuale ricorso a fonti di finanziamento alternative o, in ultima istanza, la rinuncia a parte del finanziamento europeo, non scoraggia l’amministrazione, che si impegna a reperire le risorse necessarie per garantire il completamento del restauro, considerandolo una priorità assoluta per la città e per il Paese.
Il dialogo con il Ministero è aperto e costruttivo, con l’obiettivo di trovare la soluzione più efficace per onorare la responsabilità di preservare la Garisenda per le generazioni future, in modo sostenibile e culturalmente rispettoso.







