Un prezioso tassello della storia etrusca, dopo un’assenza di oltre sei decenni, ritrova il suo posto di origine: il Museo Civico Archeologico di Bologna.
La ritrovata statuetta in bronzo, raffigurante un guerriero etrusco, testimonia non solo l’abilità artistica di un’antica civiltà, ma anche la complessa rete di traffici illeciti che ancora oggi minacciano il patrimonio culturale italiano.
L’operazione, orchestrata dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, con il prezioso supporto dell’Ufficio del Procuratore Distrettuale di New York e delle autorità della Homeland Security statunitense, ha portato a termine un percorso investigativo intricato e transnazionale.
La segnalazione di un recupero di reperti archeologici, frutto di scavi clandestini, ricettazione e esportazione illegale, ha dato il via all’indagine che ha portato alla localizzazione e al recupero della statua negli Stati Uniti.
La vicenda rivela un modus operandi radicato e strutturato: un’associazione criminale, con ramificazioni in Italia e all’estero, sfruttava la conoscenza di siti archeologici di particolare interesse e la collaborazione con tombaroli per depredare il territorio nazionale.
I reperti, opportunamente ripuliti, restaurati e corredati di false documentazioni comprovanti una presunta legittima provenienza, venivano immessi nel mercato dell’arte internazionale, passando attraverso aste e gallerie specializzate.
Questa ritrovata statuetta è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno ben più ampio e preoccupante, che vede la progressiva sottrazione di un inestimabile patrimonio storico e artistico, per poi essere ricollocato in circuiti commerciali illeciti.
L’azione dei Carabinieri, in stretta collaborazione con le autorità americane, sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta contro il traffico illecito di beni culturali, un crimine che priva l’Italia e il mondo intero di testimonianze irripetibili del passato.
Il ritorno della statuetta a Bologna non è solo un evento di riscatto culturale, ma anche un monito a rafforzare le misure di prevenzione e contrasto a questo grave fenomeno, tutelando la memoria collettiva e il diritto alla conoscenza delle generazioni future.
L’operazione pone l’accento sulla necessità di una vigilanza costante e di un approccio multidisciplinare che coinvolga istituzioni, esperti e cittadini, per proteggere il nostro retaggio storico e artistico da saccheggi e depredazioni.







