L’Appennino bolognese, terra di tradizioni e di resilienza, si trova ad affrontare un’emergenza industriale che rischia di segnare profondamente il tessuto sociale ed economico di Gaggio Montano.
La vicenda di Gaggio Tech, precedentemente Saga Coffee, ora in liquidazione, rappresenta il culmine di una crisi ricorrente, un copione amaro che si ripete con una disarmante regolarità.
I sindacati, a seguito di un’assemblea sentita e partecipata, lanciano un appello urgente alla Regione Emilia-Romagna e all’imprenditoria locale, chiedendo un intervento strategico per evitare la dispersione di un’importante presenza produttiva e per scongiurare una nuova ondata di disoccupazione.
La liquidazione, attuata dal socio di maggioranza, non solo testimonia una carenza di visione e di responsabilità nei confronti dei lavoratori, ma denota una profonda inadeguatezza nell’approccio al futuro industriale del territorio.
I novanta lavoratori, insieme alle loro famiglie, si trovano in una condizione di precarietà, mitigata temporaneamente dalla cassa integrazione, estesa fino a settembre 2026, ma insufficiente a risolvere il nodo cruciale: la salvaguardia dell’occupazione e la continuità produttiva.
La presenza di figure istituzionali di spicco come il Governatore Michele de Pascale, il Sindaco Metropolitano di Bologna Matteo Lepore e il Sindaco di Gaggio Giuseppe Pucci all’assemblea, sottolinea l’importanza strategica della questione.
Il Governatore De Pascale ha espresso con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma, ribadendo l’impegno della Regione nell’attivare canali di dialogo con potenziali investitori, capaci di creare sinergie e di sostenere un progetto di rilancio concreto.
Il Sindaco Lepore ha enfatizzato l’urgenza di un’azione coordinata, promettendo un impegno costante nella ricerca di imprese locali disposte a investire nell’Appennino, puntando su un modello di sviluppo sostenibile e radicato nel territorio.
Questo non si limita a un mero atto di generosità, ma rappresenta un investimento strategico per l’intera regione, un’opportunità per rafforzare l’economia montana, valorizzare le competenze locali e contrastare lo spopolamento.
La sfida che si pone non è solo di natura economica, ma anche sociale e politica.
È necessario superare l’approccio frammentato e a breve termine che ha caratterizzato il passato, promuovendo una visione di lungo periodo, basata sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e sindacati.
La riqualificazione del sito di Gaggio Tech potrebbe diventare un catalizzatore per lo sviluppo di nuove filiere produttive, in grado di sfruttare le risorse locali e di creare opportunità di lavoro qualificato.
Inoltre, è fondamentale ripensare il ruolo dell’industria nell’Appennino, non solo come fonte di reddito, ma anche come elemento di coesione sociale e di tutela del paesaggio.
Un modello di sviluppo sostenibile deve integrare la tutela dell’ambiente, la valorizzazione delle tradizioni locali e la promozione di un turismo responsabile.
L’eredità di Saga Coffee, al di là della sua tragica conclusione, può rappresentare un’occasione per reinventare il futuro dell’Appennino bolognese, trasformando una crisi in un’opportunità di crescita e di speranza.
L’impegno deve essere totale, un atto di responsabilità nei confronti di una comunità che merita un futuro dignitoso e prospero.

