Metalmeccanico Bolognese: Il Genere Ancora Un Divario.

Il panorama metalmeccanico bolognese, un motore trainante dell’economia regionale, rivela un quadro tuttora segnato da significative disparità di genere.
Secondo un’analisi condotta dalla CGIL-FIOM Bologna, la presenza femminile nel settore si attesta al 26%, un dato che, pur indicando una presenza rilevante, evidenzia una marcata prevalenza maschile (74%).
Questa polarizzazione si accentua ulteriormente nei reparti produttivi, dove la percentuale di lavoratrici precipita al 17%, in contrasto con un valore più elevato – seppur ancora insufficiente – riscontrato negli uffici (35%).

L’indagine, basata sull’esame dei rapporti biennali obbligatori, redatti dalle aziende con più di 50 dipendenti, mette in luce un divario retributivo medio tra uomini e donne che si aggira intorno al 20%.
Questo dato, sottolineato dal segretario organizzativo della FIOM, Pasquale Di Domenico, non è solo un’anomalia numerica, ma riflette una serie di pratiche aziendali unilaterali che penalizzano le lavoratrici.
La disparità non si manifesta tanto nella retribuzione base, quanto nel cosiddetto “salario accessorio”: bonus, premi di produzione, superminimi individuali e compensi per straordinari, elementi che contribuiscono in maniera significativa al reddito complessivo, ma che vengono distribuiti in maniera non equa, perpetuando un sistema di iniquità.

Il problema non è solamente economico, ma strutturale.

La FIOM punta a una contrattazione collettiva più incisiva, capace di superare le logiche di genere nella distribuzione dei salari e di garantire pari opportunità di crescita professionale per tutte e tutti.

Si tratta di costruire un modello di fabbrica metalmeccanica che promuova attivamente l’occupazione femminile, non come mero dato statistico, ma come elemento fondamentale di un ambiente di lavoro inclusivo e dinamico.

Riconoscendo la complessità del fenomeno della discriminazione e della violenza di genere sul luogo di lavoro, la FIOM Bologna ha istituito un fondo dedicato, nato già lo scorso anno, per offrire supporto legale e psicologico alle lavoratrici che intendono denunciare abusi o molestie.

L’obiettivo è quello di creare un ambiente di fiducia, in cui le donne si sentano supportate dal sindacato e incoraggiate a far valere i propri diritti.

Parallelamente, si sta investendo nella formazione dei delegati sindacali, fornendo loro gli strumenti necessari per gestire situazioni di violenza e molestie, promuovendo una cultura aziendale improntata al rispetto e all’equità.
L’impegno della FIOM non si limita alla denuncia, ma si proietta verso un cambiamento profondo, volto a costruire un futuro in cui il genere non sia più un fattore limitante per la realizzazione professionale e personale di ciascuna persona che lavora nel settore metalmeccanico bolognese.
La sfida è complessa, ma l’ambizione è chiara: un’industria del futuro, equa, inclusiva e prospera per tutti e tutte.

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