La storica azienda Woolrich, icona del settore dell’abbigliamento outdoor, si trova al centro di una riorganizzazione strategica a seguito dell’acquisizione da parte di BasicNet, conglomerato torinese noto per la gestione di brand come Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Sebago e Briko.
L’operazione, finalizzata a integrarsi nel più ampio disegno industriale del gruppo, comporta una significativa ridefinizione delle dinamiche operative e territoriali, con conseguenze dirette sui dipendenti delle sedi di Bologna e Milano.
Il piano in atto prevede il trasferimento di 109 risorse umane da Bologna e 30 da Milano, un’operazione che, secondo le tempistiche delineate, dovrebbe concludersi entro marzo.
Questa decisione, che investe una parte consistente del personale della sede bolognese, rientra in una strategia di centralizzazione delle funzioni aziendali nel quartier generale di Torino, nel tentativo di ottimizzare i processi e armonizzare le attività a livello di gruppo.
L’acquisizione di Woolrich da parte di BasicNet, supportata da un investimento del fondo L-Gam, ha comportato la presa di controllo del marchio per il mercato europeo e del 100% di Woolrich Europe, la società con sede a Bologna che coordina distribuzione e retail a livello continentale.
La struttura bolognese attualmente impiega 229 persone, suddivise in diverse categorie professionali, tra cui dirigenti, quadri e impiegati, a cui si aggiungono i 90 addetti dedicati alle attività di vendita al dettaglio.
La nuova proprietà ha chiarito l’intenzione di trasferire l’intero personale, ad eccezione dei dipendenti dei negozi, nella sede di Torino.
La decisione ha suscitato preoccupazione e contestazione da parte dei sindacati, che la interpretano come un tentativo di mascherare riduzioni di personale attraverso il trasferimento.
La condizione imposta ai dipendenti, ovvero la perdita del posto di lavoro e l’impossibilità di accedere all’indennità di disoccupazione in caso di rifiuto del trasferimento, solleva interrogativi sulla reale volontà di preservare il capitale umano e sulle implicazioni sociali dell’operazione.
Questo scenario si inserisce in un contesto più ampio di trasformazioni nel settore moda regionale, segnato da recenti crisi aziendali come quelle di La Perla e Yoox, evidenziando le difficoltà che le aziende del comparto affrontano in un mercato globale in rapida evoluzione.
La vicenda di Woolrich, quindi, rappresenta un caso emblematico delle sfide poste dalla concentrazione industriale e dalla necessità di bilanciare la crescita aziendale con la tutela dei diritti dei lavoratori e la salvaguardia del tessuto economico locale.

