Carissime famiglie,L’incontro con voi oggi è permeato da un profondo turbamento, un’eco del dolore che vi avvolge e che risuona nel cuore di chi vi ascolta.
La perdita improvvisa e brutale di una figura così significativa per ciascuno di voi, una luce spenta in circostanze di tale drammatica violenza, o l’angoscia di assistere a un amorevole caro lottare per la guarigione, segnato dalle cicatrici indelebili di un evento che ha scosso la coscienza globale, costituiscono un peso insopportabile.
È impossibile, di fronte a una sofferenza così profonda, non percepire la fragilità dell’esistenza umana, la precarietà del nostro viaggio terreno.
Le immagini che giungono da Crans Montana, come lampi di un incubo, ci interrogano sulla giustizia, sul senso del destino, sulla capacità dell’uomo di infliggere e subire tali ferite.
In questi momenti di disperazione, è fondamentale aggrapparsi a una fede che trascende la comprensione razionale, che offre conforto nell’abbraccio incondizionato del divino.
Gesù stesso, uomo tra gli uomini, sperimentò la sofferenza nella sua forma più intensa, il sacrificio supremo.
La sua storia, la sua passione, rappresentano un paradigma di resilienza, di perdono, di speranza anche nelle tenebre più fitte.
Vi assicuro, con il cuore colmo di partecipazione, la vicinanza spirituale del Papa, un sostegno silenzioso e costante in questa prova ardua.
La mia preghiera personale si unisce alla vostra, elevando al cielo un’invocazione di consolazione, di forza interiore, di pace.
Che possiate trovare, nel ricordo dei vostri cari, nella solidarietà dei vostri familiari e amici, e nella fede che vi sostiene, la capacità di affrontare il futuro con coraggio e dignità, trasformando il dolore in una testimonianza di amore e di speranza per l’umanità intera.
Che la luce del ricordo illumini il vostro cammino.

