Riorientare i Flussi di Cura: Un Accordo tra Emilia-Romagna e Calabria per la Governance della Mobilità SanitariaL’accordo siglato tra le Regioni Emilia-Romagna e Calabria rappresenta un passo cruciale verso la strutturazione di un sistema sanitario più equo e resiliente, affrontando il complesso fenomeno della mobilità sanitaria in modo proattivo.
Lungi dall’essere una mera gestione di numeri, l’iniziativa si pone come volano per il rafforzamento delle eccellenze locali e la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Il contesto di partenza è asimmetrico.
L’Emilia-Romagna, con il suo sistema sanitario consolidato, offre un modello di riferimento.
La Calabria, invece, ha affrontato negli anni recenti una fase di profonda riorganizzazione, segnata dalla gestione commissariale e da vincoli finanziari che hanno impattato significativamente sulle risorse umane e sull’offerta di servizi.
La necessità di un accordo di questo tipo è emersa proprio dalla consapevolezza di questa diversità e dalla volontà di costruire un percorso condiviso.
L’intesa non si limita a definire limiti economici per le prestazioni erogate, ma si concentra su un approccio sistemico.
Al centro della strategia vi è la volontà di minimizzare i flussi di pazienti che tradizionalmente si spostano dalla Calabria verso l’Emilia-Romagna, non come segno di carenza, ma come opportunità di ottimizzare le risorse e promuovere lo sviluppo di competenze specialistiche all’interno della regione meridionale.
Questo implica un impegno congiunto a potenziare l’offerta sanitaria locale, investendo in personale, tecnologie e percorsi diagnostico-terapeutici innovativi.
L’accordo definisce limiti economici specifici per diverse tipologie di prestazioni, distinguendo tra assistenza specialistica ambulatoriale e ospedaliera, e tenendo conto del diverso peso economico delle strutture pubbliche e private accreditate.
Si presta particolare attenzione alle prestazioni ad alta intensità di risorse, come la chemioterapia, la radioterapia, la medicina nucleare e la dialisi, escludendole dai limiti economici definiti per le altre attività ambulatoriali, riconoscendone la crucialità e l’impatto sulla salute dei pazienti.
Un elemento distintivo dell’intesa è l’impegno a monitorare e regolare l’attività libero-professionale intramoenia ed extramoenia, evitando fenomeni di concorrenza sleale e garantendo la trasparenza dei rapporti tra professionisti sanitari e strutture.
Inoltre, si promuove la condivisione di informazioni e dati relativi ai flussi di pazienti, al fine di migliorare la pianificazione dell’offerta sanitaria e l’allocazione delle risorse.
L’accordo non è visto come una chiusura, ma come un punto di partenza.
Si prevede un costante aggiornamento e revisione degli obiettivi, tenendo conto dell’evoluzione del contesto sanitario, delle nuove tecnologie e delle esigenze dei cittadini.
La collaborazione tra le due regioni si estende alla formazione del personale sanitario, alla promozione della ricerca scientifica e alla diffusione di buone pratiche, con l’obiettivo di costruire un sistema sanitario nazionale più equo, efficiente e capace di rispondere alle sfide del futuro.
L’uscita del commissariamento in Calabria rappresenta un’opportunità unica per consolidare questi progressi e per costruire un futuro di salute e benessere per tutti i cittadini.

