La Festa dell’Unità di Bologna, un pilastro identitario e politico per la città e la provincia, inaugura una nuova era, lasciando alle spalle oltre mezzo secolo di tradizione al Parco Nord.
L’edizione 2025, dal 29 agosto al 21 settembre, celebra l’ottantesimo anniversario della sua prima edizione, tenutasi nel 1945 all’Ippodromo, un momento cruciale di ricostruzione e riaffermazione dei valori repubblicani dopo la Liberazione.
La scelta del Parco Cevenini di Borgo Panigale, un’area verde di circa 10.000 metri quadrati, segna un cambiamento strategico significativo.
Non si tratta di un mero spostamento logistico, ma di una riprogettazione concettuale della Festa, con l’obiettivo di rinsaldare il legame con il territorio e le comunità locali.
Abbandonati i grandi piazzali asfaltati, l’ambiente naturale del parco offre un’atmosfera più accogliente e inclusiva, favorendo la convivialità e il dialogo.
“Questa è un’occasione imperdibile per ristabilire un contatto diretto con la città, affrontando le sfide che ci attendono,” ha sottolineato Enrico Di Stasi, segretario provinciale del PD.
Il nuovo format si focalizza su temi di primaria importanza per i cittadini: mobilità sostenibile, sviluppo infrastrutturale, tutela dell’ambiente e un rinnovato impegno nel dialogo partecipativo.
L’offerta gastronomica sarà curata interamente da volontari, con sette ristoranti e due bar tradizionali, mentre il programma culturale e politico si articola in quasi cento iniziative, spaziando tra conferenze, dibattiti, mostre e laboratori.
In linea con questa nuova direzione, si è deliberata la rinuncia ad alcune attrazioni del passato, come il luna park e l’area discoteca, considerate meno in sintonia con la vocazione civica e culturale della Festa.
Il calendario degli eventi vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama politico italiano, tra cui la segretaria del PD Elly Schlein, il presidente Stefano Bonaccini e il sindaco Matteo Lepore.
Si prevede inoltre la presenza di esponenti di diverse forze politiche, come Matteo Renzi e Nicola Fratoianni, in un contesto di confronto costruttivo e ricerca di soluzioni condivise.
L’assenza di rappresentanti del governo sottolinea l’autonomia e l’indipendenza della Festa come spazio di riflessione e mobilitazione civica.
Lele Roveri, responsabile della Festa provinciale, ha escluso rimpianti per le passate edizioni caratterizzate da grandi concerti, evidenziando come la nuova Festa si orienti verso un pubblico più ampio, con particolare attenzione alle famiglie e alla promozione di valori di comunità.
La replicabilità del modello in futuro testimonia la volontà di creare un evento duraturo, capace di interpretare e anticipare le esigenze di una società in continua evoluzione.
Il coinvolgimento di circa 2.500 volontari rappresenta il cuore pulsante di questa Festa, testimonianza di un impegno civico radicato e vivo.