Guido Fanti: un secolo di visione per l’Emilia-Romagna.

Il centenario della nascita di Guido Fanti offre un’occasione unica per ripercorrere un decennio cruciale per l’Emilia-Romagna e per il panorama politico italiano: gli anni Sessanta e Settanta.

La Fondazione Biblioteca del Mulino, in collaborazione con la Regione, propone un’analisi approfondita di quegli anni, focalizzandosi sull’azione politica di Fanti, figura chiave nella trasformazione della regione e nell’evoluzione del suo rapporto con le istituzioni nazionali ed europee.
La giornata di studi, intitolata “Guido Fanti e la Bologna degli anni Sessanta e Settanta: una transizione fra evoluzioni e fratture”, si configura non come una semplice commemorazione, ma come un’indagine critica e stimolante.
Si propone di decostruire l’immagine di Fanti, collocandola nel contesto storico e sociale di un periodo segnato da profondi cambiamenti e da tensioni latenti.

L’evento, in programma lunedì 15 dicembre presso l’Assemblea legislativa, non si limiterà a delineare il profilo di un politico, ma ambisce a esplorare le complesse dinamiche che hanno caratterizzato la Bologna e l’Emilia-Romagna di quegli anni.
Si tratterà di esaminare le tensioni tra sviluppo industriale e tutela del territorio, le nuove forme di partecipazione politica che emergono, le sfide poste dalla crisi economica e dalle lotte sociali.

Un elemento centrale dell’analisi sarà il rapporto tra le istituzioni locali, regionali, nazionali ed europee.
Guido Fanti, con la sua visione lungimirante, ha contribuito a definire un modello di governance innovativo, basato sulla cooperazione e sulla negoziazione, che ha permesso all’Emilia-Romagna di affermarsi come una regione dinamica e progressista.
La giornata di studi si propone di valutare l’impatto di questa visione sulla realtà contemporanea, individuando i punti di continuità e di rottura.

Un team di esperti, coordinato dai docenti universitari Paolo Pombeni, direttore de “Il Mulino”, e Michele Marchi, si confronterà su questi temi, offrendo prospettive diverse e stimolando un dibattito costruttivo.
L’apertura dei lavori, affidata ai presidenti della Giunta regionale Michele de Pascale e dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, segnerà l’inizio di un’occasione di riflessione di cruciale importanza per comprendere le radici del presente e proiettarsi verso il futuro.
L’obiettivo è quello di offrire un quadro interpretativo complesso e articolato, capace di illuminare le sfide e le opportunità che attendono l’Emilia-Romagna nel XXI secolo.

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