L’inerzia di un ottimismo mal riposto ha caratterizzato inizialmente la riflessione sulla competitività dell’Unione Europea, un’illusione frantumata dall’avvento di un contesto geopolitico radicalmente mutato.
L’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti ha rappresentato uno shock sistemico, un campanello d’allarme che ha costretto a una revisione urgente delle strategie e delle percezioni.
Come osservato dall’ex Presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, durante il Meeting di Rimini, solo a settembre del 2023 si è iniziato a percepire la reale portata delle sfide.
Precedentemente, una diffusa sensazione di sicurezza aveva permeato l’industria europea, la sfera politica e persino gli uffici amministrativi di Bruxelles, creando un’atmosfera di compiacimento che oscurava i segnali di debolezza strutturali e la crescente vulnerabilità dell’Europa.
Questa apparente stabilità si rivelava essere una fragile patina, incapace di resistere agli impatti di un mondo in rapida trasformazione.
La lezione derivante da questo brusco risveglio è chiara: l’Unione Europea deve abbandonare la tendenza all’individualismo e all’autocompiacimento, e abbracciare una visione di solidarietà e cooperazione rafforzata.
Non si tratta semplicemente di “stringersi insieme”, ma di costruire un nuovo paradigma di collaborazione che coinvolga tutti gli Stati membri in un’azione concertata e sinergica.
La vera competitività non si conquista attraverso la competizione interna, ma attraverso la capacità di affrontare le sfide globali con una forza unitaria.
Ciò implica la condivisione di risorse, competenze e politiche, la promozione di una visione comune e la definizione di obiettivi strategici condivisi.
Richiede una leadership europea capace di superare gli interessi particolari e di agire nell’interesse dell’intera Unione.
La dipendenza da catene di approvvigionamento globali vulnerabili, la fragilità dei settori industriali chiave, la necessità di investimenti massicci in tecnologie innovative e la pressione demografica sono solo alcune delle sfide che richiedono un’azione coordinata.
Solo attraverso un’alleanza strategica e un impegno condiviso l’Europa potrà riconquistare la sua posizione di leadership nel panorama internazionale e garantire un futuro prospero per i suoi cittadini.
La resilienza europea non è una questione di fortuna, ma il risultato di una visione lungimirante e di un’azione collettiva.