L’azione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari, ha portato a quattro perquisizioni domiciliari nel Cagliaritano, nell’ambito di un’indagine complessa che solleva interrogativi cruciali sul diritto d’autore, la proprietà intellettuale e le dinamiche emergenti dell’accesso all’informazione nell’era digitale.
L’inchiesta, gestita dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Sardegna, è stata innescata da un esposto presentato dal direttore generale de *L’Unione Sarda*, a seguito della constatazione di una sistematica e non autorizzata riproduzione e condivisione di copie della testata giornalistica all’interno di gruppi di messaggistica istantanea.
Al cuore della vicenda si pone la diffusione illecita di contenuti protetti, un fenomeno che, seppur esistente da tempo, assume nuove dimensioni con la proliferazione di piattaforme digitali e la crescente facilità di accesso e condivisione di informazioni.
L’indagine ha permesso di confermare le iniziali ipotesi investigative nei confronti di due individui, delineando ruoli distinti ma interconnessi.
Uno dei due è sospettato di essere l’autore principale della pubblicazione non autorizzata delle copie de *L’Unione Sarda*, ma anche di altre testate giornalistiche e riviste periodiche, creando un vero e proprio “mercato nero” di informazioni.
Il secondo indagato, invece, è accusato di aver agevolato la diffusione di queste copie, operando anche una manipolazione dei dati per eliminare le tracce degli abbonati originari, rendendo così la riproduzione ancora più difficile da rintracciare e penalizzando il sistema di abbonamenti legale.
Le perquisizioni hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici, tra cui telefoni cellulari e account sui social media, fondamentali per ricostruire le dinamiche comunicative e le connessioni tra gli indagati.
Di particolare rilevanza è il sequestro di un personal computer, che ha rivelato un ulteriore, preoccupante, filone investigativo: la rivendita illecita di abbonamenti a servizi IPTV, ampliando il quadro di un’attività criminosa strutturata e volta a eludere i controlli e generare profitti illeciti.
Questo caso non si limita a una mera violazione del diritto d’autore; solleva questioni più ampie riguardo alla sostenibilità del modello di business giornalistico nell’era digitale, all’impatto delle nuove tecnologie sulla proprietà intellettuale e alla necessità di sviluppare strategie innovative per contrastare la pirateria online e tutelare i diritti dei creatori e degli editori.
La vicenda sottolinea, inoltre, la crescente importanza di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini sull’importanza di rispettare il diritto d’autore e di sostenere il lavoro dei giornalisti, garantendo così la vitalità e l’indipendenza dell’informazione.








